|
Primo seminario
14 – 15 marzo
La consapevolezza,
Claudio Foti
Il seminario è comune ai
corsi:
-
La conduzione di gruppo
- Ascolto e intelligenza emotiva:
tecniche, principi, teorie
- Malattia, morte, trauma. Dal dolore
alla speranza: come ascoltare, parlare e trattare le dimensioni
negative dell’esistenza |
La verità è dolore, diceva Socrate. Ma
la mente, dice Bion, ha bisogno di verità, come il corpo ha bisogno
di nutrimento. La consapevolezza è la capacità della mente di
sopportare, di comprendere, di elaborare, di metabolizzare la
verità: la verità del mondo interno, che è costituita da limiti e da
risorse, da sentimenti piacevoli e spiacevoli, da sentimenti
salutari e sentimenti nocivi; la verità del mondo esterno che è
fatta di situazioni benefiche o frustranti, di persone positive o
negative, di vita e di morte, di salute e di malattia. La
consapevolezza consente di accettare la realtà riducendo la
depressione e incrementando la gioia. Consente di elaborare la
memoria e il lutto della propria infanzia rimossa. Consente al
soggetto traumatizzato di riattraversare l’esperienza del trauma
liberandosi dai costi delle scissioni. Consente al genitore di farsi
rispettare e di mettersi in discussione, al soggetto impegnato nella
relazione di aiuto di comprendere le proprie risorse e le proprie
debolezze. La consapevolezza dà lucidità ed energia psichica.
Esistono diverse tecniche per lo sviluppo della consapevolezza,
tecniche che appartengono a diverse tradizioni della psicologia
occidentale e di quella orientale e che vale la pena studiare,
sperimentare e far dialogare tra loro.
La consapevolezza è una funzione
psichica apparentemente semplice, ma in realtà molto complessa e
assai poco conosciuta ed esplorata: la consapevolezza è capace di
contrastare l’illusione, che è una delle cause più consistenti della
sofferenza umana; è capace di sollecitare benessere e cambiamento
nella mente umana e nella mente del gruppo; è capace di generare
energia ed ricadute psicofisiche benefiche nel soggetto umano; è
capace di contenere la sofferenza mentale, di tollerare e far
evolvere i sentimenti, anche quelli legati alle dimensioni
problematiche o negative dell’esistenza.
Nel seminario saranno affrontati temi
quali la mente come apparato di elaborazione e i meccanismi
difensivi di fronte alle informazioni disturbanti; il gruppo come
strumento di elaborazione di
informazioni
fondamentali che riguardano la socialità e la gruppalità
dell’esperienza e della mente umana; la funzione mentale della
consapevolezza come capacità di superare le illusioni e l’impotenza
per rapportarsi in modo realistiche ed efficaci alle situazioni di
debolezza sofferenza, nostre ed altrui e alle esperienze, nostre ed
altrui, dell’insuccesso, della malattia, dell’invecchiamento e
della morte. Verranno affrontate le problematiche legate
all’esperienza di ascolto nella relazione di aiuto con particolare
rilievo all’ascolto più difficile ed impegnativo: l’ascolto della
sessualità, della morte, del trauma. Tutte le tecniche di ascolto
favorendo la comunicazione puntano ad aumentare la consapevolezza
non solo del ricevente della comunicazione, ma anche del soggetto
che si pone come emittente: solo nel confronto con un interlocutore
empatico il soggetto portatore di un disagio piccolo o grande,
bisognoso di essere ascoltato, può aumentare la chiarezza dentro di
sé e può ridurre la propria confusione, riuscendo ad esprimersi
grazie alla comprensione benevola del suo ascoltatore |
|
Secondo seminario
11 – 12 aprile
L’intelligenza emotiva. La cura elle
emozioni e le emozioni della cura
Claudio Foti
Il seminario è comune ai corsi:
-
Psicoterapia del
trauma ad orientamento analitico ed approccio integrato
-
La conduzione di gruppo
- Ascolto e intelligenza emotiva:
tecniche, principi, teorie
- Malattia, morte, trauma. Dal dolore
alla speranza: come ascoltare, parlare e trattare le dimensioni
negative dell’esistenza
|
Nel momento in cui intendiamo prenderci
cura di noi stessi o degli altri dobbiamo necessariamente incontrare
le emozioni e prenderci cura delle emozioni. Le emozioni sono un
elemento prezioso e costitutivo della mente umana. Esse sono state
selezionate nel corso dell’evoluzione dalla specie umana per
rispondere a finalità adattative: per poter reagire a pericoli e a
situazioni problematiche, per comunicare intenzioni e
atteggiamenti profondi agli altri esseri umani, per poter far fronte
nel migliore dei modi ai momenti più importanti o difficili
dell’esistenza.
Il seminario vuole chiarire, attraverso
una metodologia capace di favorire l’attivazione emotiva e
riflessiva dei partecipanti in modo coerente con i contenuti del
seminario stesso, i principi e sulle tecniche dell’intelligenza
emotiva, principi e tecniche che hanno ampie possibilità di
applicazione in tutte le situazioni in cui vogliamo curarci
autenticamente e profondamente di noi stessi e degli altri:
innanzitutto nell’intervento psicologico, ma anche nella famiglia,
nella vita di coppia, nella scuola, nella sensibilizzazione e nella
formazione degli operatori, nella vita delle istituzioni e
nell’organizzazione del lavoro. La cura delle emozioni è
fondamentale nel rapporto strutturante madre e figlio, non può non
rappresentare una linea guida nella diagnosi e nella psicoterapia.
Tanto più il paziente ha vissuto situazioni relazionali distorcenti
o traumatiche, tanto più diventa indispensabile un intervento di
accoglienza, decodifica, recupero, riattivazione e rielaborazione
costruttiva delle emozioni.
L’intelligenza emotiva è una direttrice
di lavoro nella conduzione di gruppo: per creare un buon clima
comunicativo e di lavoro, per ottimizzare la circolazione delle
informazioni all’interno del gruppo, per ridurre l’area dei non
detti e dei conflitti potenzialmente esplosivi risulta di
fondamentale importanza che i componenti di un gruppo imparino a
sviluppare competenze emotive e relazionali, a mettere in parola le
emozioni associate allo specifico compito e agli obiettivi per cui
il gruppo è costituto ed opera.
L’intelligenza emotiva può aiutare a
non lasciare nell’isolamento e nell’incomprensione gli adulti e i
bambini sofferenti, può consentire di sviluppare momenti di
condivisione, di contenimento e di elaborazione del dolore, della
paura, della disperazione, della rabbia , della vergogna, della
confusione…
L’intelligenza emotiva può aiutare a
comprendere le difese e le resistenze psicologiche e sociali di
fronte alla malattia, alla morte e alla violenza, riconoscendo
peraltro l’importanza di affrontare i temi della malattia, della
morte, della violenza nel lavoro didattico ed educativo con gli
allievi.
L’intelligenza
emotiva consente di sintonizzarci con il codice delle emozioni, che
è il codice comunicativo privilegiato dai bambini; consente
prenderci cura dei bambini, evitando di assumere comportamenti
iperprotettivi e svalutanti nei loro confronti ed aiutandoci a
scoprire le loro straordinarie risorse cognitive ed emotive e la
loro capacità di affrontare gli aspetti negativi e difficili
dell’esistenza.
.
|