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Corsi di formazione 2008

Seminari iniziali

 

 

 

 

Primo seminario

14 – 15 marzo

La consapevolezza,

Claudio Foti


Il seminario è comune ai corsi:

- La conduzione di gruppo

- Ascolto e intelligenza emotiva: tecniche, principi, teorie

- Malattia, morte, trauma. Dal dolore alla speranza: come ascoltare, parlare e trattare le dimensioni negative dell’esistenza

La verità è dolore, diceva Socrate. Ma la mente, dice Bion, ha bisogno di verità, come il corpo ha bisogno di nutrimento. La consapevolezza è la capacità della mente di sopportare, di comprendere, di elaborare, di metabolizzare la verità: la verità del mondo interno, che è costituita da limiti e da risorse, da sentimenti piacevoli e spiacevoli, da sentimenti salutari  e sentimenti nocivi; la verità del mondo esterno che è fatta di situazioni benefiche o frustranti,  di persone  positive o negative, di vita e di morte, di salute e di malattia. La consapevolezza consente di accettare la realtà riducendo la depressione e incrementando la gioia. Consente di elaborare la memoria e il lutto della propria infanzia rimossa. Consente al soggetto traumatizzato di riattraversare l’esperienza del trauma liberandosi dai costi delle scissioni. Consente al genitore di farsi rispettare e di mettersi in discussione, al soggetto impegnato nella relazione di aiuto di comprendere le proprie risorse e le proprie debolezze. La consapevolezza dà lucidità ed energia psichica. Esistono diverse tecniche per lo sviluppo della consapevolezza, tecniche che appartengono a diverse tradizioni della psicologia occidentale e di quella orientale e che vale la pena studiare, sperimentare e far dialogare tra loro.

La consapevolezza è una funzione psichica apparentemente semplice, ma in realtà molto complessa e assai poco conosciuta ed esplorata: la consapevolezza è capace di contrastare l’illusione, che è una delle cause più consistenti della sofferenza umana; è capace di sollecitare benessere e cambiamento nella mente umana e nella mente del gruppo; è capace di generare energia ed ricadute psicofisiche benefiche nel soggetto umano; è capace di contenere la sofferenza mentale, di tollerare e far evolvere i sentimenti, anche quelli legati alle dimensioni problematiche o negative dell’esistenza.

Nel seminario saranno affrontati temi quali la mente come apparato di elaborazione e i meccanismi difensivi di fronte alle informazioni disturbanti; il gruppo come strumento di elaborazione di informazioni fondamentali che riguardano la socialità e la gruppalità dell’esperienza e della mente umana;  la funzione mentale della consapevolezza come capacità di superare le illusioni e l’impotenza  per  rapportarsi in modo realistiche ed efficaci alle situazioni di debolezza sofferenza, nostre ed altrui  e alle esperienze, nostre ed altrui,  dell’insuccesso, della malattia, dell’invecchiamento e della morte. Verranno affrontate le problematiche legate all’esperienza di ascolto nella relazione di aiuto con particolare rilievo all’ascolto più difficile ed impegnativo: l’ascolto della sessualità, della morte, del trauma.  Tutte le tecniche di ascolto favorendo la comunicazione puntano ad aumentare la consapevolezza non solo del ricevente della comunicazione, ma anche del soggetto che si pone come emittente: solo  nel confronto con un interlocutore empatico il soggetto portatore di un disagio piccolo o grande, bisognoso di essere ascoltato, può aumentare la chiarezza dentro di sé e può ridurre la propria confusione, riuscendo ad esprimersi grazie alla comprensione benevola del suo ascoltatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo seminario
11 – 12 aprile

L’intelligenza emotiva. La cura elle emozioni e le emozioni della cura

Claudio Foti

 

Il seminario è comune ai corsi:

- Psicoterapia del trauma ad orientamento analitico ed approccio integrato

- La conduzione di gruppo

- Ascolto e intelligenza emotiva: tecniche, principi, teorie

- Malattia, morte, trauma. Dal dolore alla speranza: come ascoltare, parlare e trattare le dimensioni negative dell’esistenza

 

 

Nel momento in cui intendiamo prenderci cura di noi stessi o degli altri dobbiamo necessariamente incontrare le emozioni e prenderci cura delle emozioni. Le emozioni sono un elemento prezioso e costitutivo della mente umana. Esse sono state selezionate nel corso dell’evoluzione dalla specie umana per rispondere a finalità adattative:  per poter reagire a pericoli e a situazioni problematiche,   per comunicare intenzioni e atteggiamenti profondi agli altri esseri umani, per poter far fronte nel migliore dei modi ai momenti più importanti o difficili dell’esistenza.

Il seminario vuole chiarire, attraverso una metodologia capace di favorire l’attivazione emotiva e riflessiva dei partecipanti in modo coerente con i contenuti del seminario stesso, i principi e sulle tecniche dell’intelligenza emotiva, principi e tecniche  che hanno ampie possibilità di applicazione in tutte le situazioni in cui vogliamo curarci autenticamente e profondamente di noi stessi e degli altri:  innanzitutto nell’intervento psicologico, ma anche  nella famiglia, nella vita di coppia, nella scuola, nella sensibilizzazione e nella formazione degli operatori, nella vita delle istituzioni e nell’organizzazione del lavoro.  La cura delle emozioni è fondamentale nel rapporto strutturante madre e figlio, non può non rappresentare una linea guida nella diagnosi e nella psicoterapia. Tanto più il paziente ha vissuto situazioni relazionali distorcenti o traumatiche, tanto più diventa indispensabile un intervento di accoglienza, decodifica, recupero,  riattivazione e rielaborazione costruttiva  delle emozioni.

L’intelligenza emotiva è una direttrice di lavoro nella conduzione di gruppo: per creare un buon clima comunicativo e di lavoro, per ottimizzare la circolazione delle informazioni all’interno del gruppo, per ridurre l’area  dei non detti e dei conflitti potenzialmente esplosivi risulta di fondamentale importanza che i componenti di un gruppo imparino a sviluppare competenze emotive e relazionali, a mettere in parola le emozioni associate allo specifico  compito e agli obiettivi per cui il gruppo è costituto ed opera.

L’intelligenza emotiva può aiutare  a non lasciare  nell’isolamento e nell’incomprensione gli adulti e i bambini sofferenti, può consentire di sviluppare momenti di condivisione, di contenimento e di elaborazione  del dolore, della paura, della disperazione, della rabbia , della vergogna, della confusione…

L’intelligenza emotiva può aiutare a comprendere le difese e le resistenze psicologiche e sociali di fronte alla malattia, alla morte e alla violenza, riconoscendo peraltro l’importanza di affrontare i temi della malattia, della morte, della violenza nel lavoro didattico ed educativo con gli allievi.

L’intelligenza emotiva consente di sintonizzarci con il codice delle emozioni, che è il codice comunicativo privilegiato dai bambini; consente prenderci cura dei bambini, evitando di assumere comportamenti iperprotettivi e svalutanti nei loro confronti ed aiutandoci a scoprire  le loro straordinarie risorse cognitive ed emotive e la loro capacità di affrontare gli aspetti negativi e difficili dell’esistenza.

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