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Viaggio all'inferno andata e ritorno.

Curare il trauma è possibile

 

Torino, 12 maggio 2007

Auditorium di Borgata Paradiso

Viale Radich 4  Grugliasco, TORINO

 

 

Un seminario del Centro Studi Hänsel e Gretel

 

Il seminario vuole essere un ambito di riflessione e di confronto sugli strumenti di aiuto psicologico e sociale nei confronti delle vittime (adulti e bambini) della violenza all’infanzia,  sulle potenzialità e sulle strade terapeutiche per riparare il danno e per riattraversare ed elaborare il trauma e nel contempo sulle difficoltà psicologiche e sociali che si frappongono al recupero di chi ha subito nel proprio passato infantile ed adolescenziale maltrattamenti ed abusi.

 

 

Interventi:

 

La comprensione del Sè nella terapia della vittima

Marinella Malacrea, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, Centro Tiama (Tutela Infanzia Adolescenza Maltrattata), Milano, www.progettotiama.it .

 

«Scrivere è un atto di fedeltà a ciò che chiede di essere tratto fuori dal silenzio»

(M. Zambrano)

Ester Di Rienzo, psicoterapeuta, Centro Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia, Roma.

Giovanni Di Cesare, psicoterapeuta Centro Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia,

didatta presso il Centro studi di Terapia Familiare e Relazionale IEFCOS Roma.

 

Cinque principi di psicoterapia del trauma

Claudio Foti, psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hänsel e Gretel.

 

EMDR come nuova cura del trauma

Isabel Fernandez, psicoterapeuta, presidente Associazione per l’EMDR in Italia.

 

Lavoro terapeutico e supporto sociale alla terapia del bambino e della madre

Marianna Giordano, assistente sociale Consultorio Familiare Istituto G. Toniolo, Napoli.

 

 

VIAGGIO ALL’INFERNO E RITORNO: CURARE IL TRAUMA E’ POSSIBILE

 

La cultura del narcisismo e della perversione che condiziona e attraversa la comunità sociale e che sottende diversi meccanismi economici, sociali, istituzionali della nostra epoca e che da tali meccanismi è amplificata, porta da un lato ad un’esaltazione dell’immagine, dell’esteriorità, dei modelli di comportamento vincenti ma anche ad un incentivazione dei comportamenti di  sopraffazione, di strumentalizzazione e disidentificazione nei confronti dell’altro. Questa cultura spinge ad atteggiamenti di insensibilità e di indifferenza ed anche di emarginazione e di rifiuto nei confronti dei soggetti deboli, fragili, bisognosi e pertanto dei bambini da un lato e nei confronti dei soggetti traumatizzati in generale dall’altro. Tali atteggiamenti si collocano agli antipodi di quei comportamenti di sostegno pratico, cognitivo ed emotivo, di ascolto e di vicinanza di cui necessitano i bambini e gli adulti che hanno subito violenza.

 

Il trauma è un’esperienza che tende a debordare la capacità di pensare del contenitore mentale delle vittime e pertanto è un’esperienza che richiede la comprensione empatica e la vicinanza nei confronti dei vissuti di impotenza, dolore, confusione, rabbia… sperimentati e spesso accantonati dalla vittima. E’ necessario  qualcuno che sia disponibile a condividere con la vittima un’esperienza destrutturante senza perdersi e senza scappare via, è necessario qualcuno che potenzi la capacità di elaborazione mentale dell’evento lesivo e destrutturante che ha colpito la vittima. Ma l’ascolto e la vicinanza risultano risorse scarse.

 

Il trauma sollecita, nella comunità sociale, da un lato atteggiamenti di disidentificazione, di evitamento e di insensibilità, dall'altro di curiosità senzazionalistica e non partecipe. Il soggetto traumatizzato rappresenta, personifica ed evoca la fragilità e la debolezza della condizione umana, ricorda quanto questa condizione sia strutturalmente esposta al cambiamento brusco ed imprevedibile ed al confronto con la morte.

 

Per questo la tendenza socialmente e psicologicamente dominante è quella di voltarsi dall’altra parte nelle istituzioni sociali e nelle stesse psicoterapie nei confronti della sofferenza del soggetto traumatizzato.

 

Il trauma attiva primariamente meccanismi di rimozione, evitamento, distacco emotivo, razionalizzazione, negazione, scissione; secondariamente di identificazione proiettiva non solo nella persona che può essere testimone o ascoltatore di una situazione di violenza, ma anche nello stesso psicoterapeuta, assistente sociale, educatore.

 

Il seminario si rivolge in modo particolare a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri infantili  che hanno un compito specifico nella diagnosi, nel sostegno  e nella psicoterapia dei bambini e degli adulti vittima di violenza. Ma è aperto e sollecita una partecipazione anche degli assistenti sociali, degli educatori, dei professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza chiamati ad interagire con bambini ed adulti vittime di violenza.

  

 

Orario

 

Ore 9,00  Registrazione partecipanti

Ore 13,00 Break

Ore 14,30 Ripresa lavori

Ore 18,30 Termine dei lavori

 

 

Informazioni ed iscrizioni:

 

Centro Studi Hänsel e Gretel

Corso Roma 8, 10024 Moncalieri (TO)

Tel 0116405537 - Fax 0116828548

E mail cshg@cshg.it - Web www.cshg.it

 

Richiesto ECM per la professione di psicologo

 


 

L’organizzazione del Convegno è curata da:

Sviluppo Intelligenza Emotiva srl, Corso Roma 8, 10024 Moncalieri (TO)

mail: amministrazione@sviluppointelligenzaemotiva.it  

web: www.sviluppointelligenzaemotiva.it

Tel. 0116423113 - Fax 0116828548

 

Per iscrizioni e pagamento:

 

Sie Sviluppo Intelligenza Emotiva Srl

Corso Roma 8, 10024 Moncalieri (TO)

mail: amministrazione@sviluppointelligenzaemotiva.it

web: www.sviluppointelligenzaemotiva.it

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