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DIZIONARIO DEI CONCETTI E DEI PROGETTI
PER CAMBIARE E PER CRESCERE
Su questi temi il Centro Studi Hänsel e
Gretel lavora con progetti di intervento, riflessione, formazione,
di sensibilizzazione con istituzioni, gruppi di lavoro ed individui.
Abuso sessuale.
È un fenomeno vecchio come il mondo. Ha dimensioni epidemiche, ma
non si vuole riconoscerlo. Continua a risultare per molti aspetti
sommerso, impensabile ed indicibile.
Adulto.
È un soggetto che ha un sacco di problemi, molti dei quali derivano
dal fatto che ha dimenticato di essere bambino.
Adozione.
L’ottica adultocentrica
condiziona spesso coppie, istituzioni, legislatori: fa dimenticare
che l’adozione serve a dare una famiglia ad un bambino abbandonato
che non ce l’ha e non già a dare un bambino a genitori che non
riescono ad averlo.
Affidamento.
È un impegno di aiuto e di solidarietà di una famiglia verso
bambini e adulti in seria difficoltà. È una grande risorsa
sociale non abbastanza potenziata, perché la cultura dell’immagine
oggi predomina ancora sulla cultura dell’aiuto e della solidarietà.
Anziano.
È un individuo che non ci
piace, perché ci ricorda quello che sarà, nel migliore dei casi, il
nostro futuro. È un soggetto debole che dobbiamo cercare di
conoscere e rispettare, valorizzando proposte di vita e di
intelligenza emotiva che lo possono coinvolgere.
Ascolto.
È una risorsa scarsa. È la capacità di aprire almeno una porticina
della nostra mente per farvi entrare il problema e la comunicazione
dell’altro. È fatto di accettazione dell’altro così com’è, di
disponibilità mentale e di tempo, di vicinanza emotiva.
Assistente sociale.
È una figura tanto determinante, quanto svalutata (spesso
autosvalutata). Svolge spesso la funzione di bersaglio di tensioni e
insoddisfazioni: dall’alto (vertici amministrativi e istituzionali),
dal basso (utenti) e dai lati (operatori di istituzioni parallele).
Bambino.
È una persona di piccole dimensioni e di grande ricchezza, che oggi
più di ieri, tende ad essere valorizzata dalla pubblicità, dalle
case produttrici di giocattoli e dalle dichiarazioni di principio,
ma che rischia pur sempre di essere oggetto di violenza e
strumentalizzazione.
Carcere.
Rischia non di rado di essere il cimitero del cambiamento, il luogo
del fallimento di una comunità sociale che rinuncia, dopo il
crimine, al recupero di soggetti che prima del crimine non sono
stati aiutati.
Comunità per minori.
(Mettere in
comune e comunicare)
Mettere in comune problemi e risposte efficaci, esigenze
istituzionali e clima familiare, competenze educative e competenze
psicologiche. Comunicare tra ospiti ed educatori e all’interno dell’équipe,
comunicare fiducia e speranza ai bambini e, se possibile, alle loro
famiglie.
Consapevolezza.
È la capacità della mente di comprendere e di elaborare la verità:
la verità del mondo interno, che è costituita da limiti e
potenzialità, da sentimenti piacevoli e spiacevoli; la verità del
mondo esterno che è fatta di amore e violenza, di vita e morte, di
sanità e follia. La mente ha bisogno di verità, come il corpo ha
bisogno di nutrimento.
Consulenza.
È un servizio centrato sul cliente e sui suoi bisogni, sulla
particolare richiesta di informazione e di aiuto del cliente, ma
anche sulle capacità e sulle risorse del cliente, che sta aspettando
qualcuno che sappia - con competenza e fiducia - credere nelle sue
possibilità.
Debriefing.
È il Pronto Soccorso dell’anima. È una tecnica d’intervento che può
essere appresa, non solo da psicologi e medici, ma anche da
infermieri, operatori sociali, forze di polizia e vigili del fuoco,
per aiutare coloro che hanno subito eventi traumatizzanti.
Empatia.
È la capacità di fare con la propria mente un movimento esplorativo
nella mente dell’altro, restando se stessi e cercando di percepire i
sentimenti che può vivere l’altra persona. È un viaggio verso
l’alterità dell’altro, mantenendo nel Sé un solido campo base.
Famiglia
Luogo potenziale di amore, scambio,
donazione reciproca, di contenimento della sofferenza dei suoi
componenti e di sviluppo delle potenzialità dei cuccioli dell’uomo.
Ma anche di odio, di sopraffazione, di indifferenza reciproca, di
strumentalizzazione dei bambini al servizio degli adulti.
Formazione.
È un processo che deve puntare a far crescere globalmente il suo
destinatario. Deve sviluppare competenze cognitive, emotive e
relazionali. Se così non è, ci si
allontana dall’obiettivo costitutivo della crescita e della
formazione: si produce allora una de-formazione.
Gruppo.
Il gruppo viene prima
dell’individuo, che senza il gruppo non si sviluppa, né sopravvive.
La mente dell’individuo ha un’origine di gruppo, una matrice
familiare e ha una dimensione gruppale. Il sé individuale ha il suo
valore insopprimibile, ma l’individuo, come entità astratta ed
isolata dalle relazioni, non esiste.
Insegnante.
Vive una condizione di crescente frustrazione: l’istituzione in cui
lavora lo considera una macchina per trasmettere informazioni e la
società non valorizza il suo ruolo. Sta imparando a sue spese che
per farsi ascoltare bisogna apprendere ad ascoltare.
Intelligenza emotiva.
È la strategia vincente per elaborare i problemi nella famiglia,
nella coppia, nell’organizzazione del lavoro. È l’intelligenza che
si unisce al cuore, il linguaggio adulto che si avvicina a quello
infantile. È la capacità di riconoscere e rispettare le proprie
emozioni per imparare a controllarle e per aumentare l’empatia.
Istituzione giudiziaria.
La giustizia è
un’aspirazione fondamentale dell’essere umano, la cui realizzazione
è affidata dalla comunità sociale ad un’istituzione, quella
giudiziaria, con cui è bene imparare ad interagire dall’interno e
collaborare dall’esterno, per diminuire la sua inevitabile tendenza
a non garantire ciò per cui è costituita.
Malattia.
Adulti e bambini hanno paura a guardare in faccia la malattia, a
pensarla e a metterla in parola. La strada della negazione è la più
radicata. Ma si può imparare ed insegnare ad adulti e bambini ad
accettare la malattia e a comunicare le emozioni riguardanti la
malattia. L’effetto probabile sarà quello di ammalarsi di meno!
Meditazione.
È una tecnica che conosce
molte varianti e che richiede comunque pazienza e costanza. È un
allenamento ad accettare, conoscere e migliorare i processi mentali,
a familiarizzare la mente con se stessa, favorendo la
concentrazione, la calma e soprattutto la consapevolezza attenta,
benevola, paziente e non giudicante.
Morte.
Parlare della morte è possibile ed anche salutare. Occorre formare
gli operatori sociali e sanitari. Ma anche i genitori e gli
educatori. Si pensa che i bambini siano talmente fragili da doverli
iperproteggere dal confronto con la morte. In verità condividere i
sentimenti attorno alla morte riduce grandemente in adulti e bambini
solitudine, angoscia, impotenza.
Pedofilia.
È una tendenza socialmente diffusa ad usare strumentalmente come
oggetto eccitante il corpo del bambino. I pedofili in senso stretto
sono coloro che riescono ad eccitarsi solo con i bambini. Ma c’è
un’area ben più vasta di persone perbene e normali che
all’occasione non esitano ad avere rapporti con figli, nipoti,
allievi, bambine e bambini con cui possono entrare per qualsiasi
ragione in contatto.
Perizia psicologica.
La perizia psicologica sulle tematiche minorili richiede
un’esperienza e un’attenzione clinica da parte dello psicologo
valutatore. Il metodo di svolgimento dovrebbe essere a misura del
bambino. L’approccio puramente tecnicistico e privo di comprensione
emotiva non mette certamente il bambino nelle condizioni di
esprimere la propria verità.
Prevenzione.
È la scelta di investire
per tempo nella formazione dei genitori, degli educatori e dei
professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza, per diminuire i
devianti e i criminali del futuro, per tentare di impedire che i
bambini non protetti di oggi diventino gli adulti violenti e
sofferenti di domani.
Psicologo.
È un soggetto che, in genere, ha scelto la propria strada
professionale perché in qualche misura bisognoso di capire e
risolvere i propri problemi personali. Dispone di grandi risorse
trasformative socialmente utili, purché sappia lavorare, oltre che
sulle conoscenze e sulle tecniche, anche e soprattutto su se stesso.
Psicoterapia.
È la relazione tra due esseri umani, per cercare di accettare. di
comprendere ed, almeno in parte, superare, la sofferenza psichica.
In questo incontro si può scoprire che il dialogo è curativo e che
la mente ha qualità straordinarie di cambiamento, di recupero e di
produzione di benessere.
Scuola.
È spesso un’occasione sprecata. È un luogo dove le grandi energie e
possibilità dei bambini e degli adulti di sviluppare cultura e
socialità, di far crescere competenze cognitive ed emotive, possono
essere disperse e svalorizzate nella burocrazia e nell’indifferenza.
Assiste a processi di distruzione dei diritti, degli apprendimenti e
dei sentimenti. Ciò nonostante ci sono ancora molti insegnanti che
ci credono.
Sessualità.
È un luogo di tensioni e contraddizioni: anticipazione di felicità,
ma anche di insuccesso, promessa di appagamento, ma anche di
sofferenza, luogo di massima intimità e massima violenza. Imparare a
pensare e a mettere in parola la sessualità nell’educazione o nella
coppia non depotenzia la sessualità, ma al contrario può espanderla
e proteggerla
Trauma.
Il trauma psichico è
guardare la morte negli occhi. È un’esperienza di radicale
impotenza, di improvvisa perdita del controllo sulla realtà. Il
soggetto traumatizzato è inseguito dal proprio passato e vive con
ansia e disperazione il futuro. Ha un enorme bisogno di ricevere un
sostegno pratico, informativo ed emotivo.
Violenza all’infanzia.
La violenza ai
danni di un bambino può diventare un assassinio dell’anima se la
verità viene uccisa e se il bambino viene lasciato solo con i suoi
sentimenti di dolore, rabbia, vergogna, confusione, senza ascolto e
senza condivisione.
Violenza domestica.
Ne fanno le
spese le donne e i bambini. È un crimine diffuso quasi sempre
impunito. Tende ad essere misconosciuto. È più comodo continuare a
pensare alla famiglia come luogo idealizzato di amore e felicità,
piuttosto che riconoscerlo anche come scenario di violenza e
sopraffazione.
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