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Il Centro Studi Hänsel e Gretel ritiene fondamentale
che gli adulti imparino a riflettere sui propri atteggiamenti emotivi e sui
propri comportamenti educativi nei confronti dei minori che sono a loro
vicini: l’Associazione ha promosso dall’89 ad oggi, in collaborazione con
Enti pubblici, numerosi progetti di prevenzione del disagio minorile su base
territoriale con cui vengono raggiunti migliaia di insegnanti,
operatori minorili, genitori, di varia estrazione sociale e culturale.
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20
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anni di intervento nella formazione, nella
prevenzione e nella cura di varie forme di disagio e di maltrattamento
all’infanzia
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oltre 200
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progetti formativi con ASL, Regioni,
enti locali, associazioni private e di volontariato, per genitori,
insegnanti, educatori, operatori sociali, psicologi, medici, personale sanitario,
polizia giudiziaria, magistrati, in tutte le Regioni italiane e nella
Svizzera Italiana
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oltre 400
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interventi formativi nelle scuole materne,
elementari, medie e superiori
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circa 300
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casi di minori abusati o maltrattati, trattati
individualmente o in équipe
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3
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équipe di riflessione e discussione dei casi
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1
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centro di documentazione sulle tematiche dell’ascolto,
del trauma e dell’intelligenza emotiva
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1
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casa editrice: SIE Sviluppo Intelligenza Emotiva www.sviluppointelligenzaemotiva.it
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infiniti dubbi, e problemi elaborati e da elaborare
che nascono dalla pratica clinica, e dagli interventi di protezione dei
bambini e di formazione degli adulti
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Venti
anni di
attività...
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Un tentativo
di incontro, difficile e sofferto, ma vitale e trasformativo ha caratterizzato
la nascita e la storia del Centro Studi Hansel e Gretel. È l’incontro tra il
pensiero adulto e l’infanzia rimossa,
tra la logica delle istituzioni e i bisogni dei bambini, tra le competenze
cognitive e le competenze emotive degli operatori, tra la razionalità e la
vita affettiva, tra la mente e i sentimenti.
Coerentemente
il nostro percorso culturale si è snodato dalla riflessione su Alice Miller
all’analisi del maltrattamento e
dell’abuso all’infanzia, dallo studio di Ferenczi a quello di Kohut, dalla
psicoanalisi relazionale, alla psicologia del trauma, dallo psicodramma alla
Gestalt, dall’”ascolto attivo”di Gordon all’“ intelligenza emotiva” di Daniel
Goleman, dalle psicologie della consapevolezza alle psicologie orientali
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1988
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Il Centro Studi Hänsel e Gretel collabora al
Convegno “Disagio
dei minori, disagio degli operatori” che si svolge a Torino e a cui
partecipano 300 figure professionali a contatto con l’infanzia e
l’adolescenza. Viene tra l’altro affrontato il tema “Disagio degli allievi, disagio degli insegnanti”.
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1989
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Nascono i primi gruppi di formazione condotti con la
metodologia Hänsel e Gretel. Il conduttore dei piccoli gruppi
propone una modalità di conduzione
che risulta essa stessa educativa: non sale in cattedra, non fornisce
ricette psico-pedagogiche, non pronuncia condanne contro gli insegnanti in
difficoltà, bensì favorisce nel gruppo un clima di comprensione, di confronto
sulle difficoltà, di elaborazione emotiva e cognitiva dei problemi che
emergono.
Nasce il
primo progetto di Hänsel e Gretel
di prevenzione e sensibilizzazione sulla relazione educativa nella zona di
Mirafiori in collaborazione con la X^ Circoscrizione del Comune di Torino dal
titolo “Disagio
e crescita dei minori, disagio e crescita degli adulti”. Seguiranno negli anni successivi altri
progetti: “Ascolto
dei minori, ascolto degli adulti”, “Sofferenza dei minori, sofferenza degli
adulti”. Vengono raggiunte
dalle conferenze alcune migliaia di persone nel territorio della X
Circoscrizione, vengono coinvolti in piccoli gruppi di formazione circa 300 insegnanti
e decine di educatori professionali e di operatori sociali (cfr. C. Foti, a cura di, Dove è andata la
strega che mangia i bambini?,
Centro Studi Hänsel e Gretel, 1989).
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1991
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Dal ‘91 al ‘94 il Centro Studi Hänsel e Gretel
gestisce un Centro d’ascolto e
d’incontro con una linea
telefonica aperta da un lato ai genitori, dall’altro agli insegnanti e agli educatori. Vengono offerte
numerose consulenze. Viene tra l’altro
pubblicato e distribuito in 25 mila copie l’opuscolo “Attenzione: bambino che soffre!”
sugli indicatori di malessere osservabili in famiglia e a scuola. L’opuscolo
è prodotto dal Centro Studi Hänsel e
Gretel in collaborazione con la X^ Circoscizione del Comune di Torino
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1992
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Viene organizzato a Torino in collaborazione con la
X Circoscrizione un convegno nazionale sul tema “Ascolto dei minori, ascolto degli adulti”.
Vi partecipano 400 operatori minorili provenienti da tutta Italia. Rilevante
la presenza di educatori ed insegnanti. I convegnisti alternano
l’ascolto di relazioni di esperti all’attività di piccoli gruppi nei quali
attraverso il gioco e la riflessione vengono affrontate le problematiche quotidiane dell’ascolto e
della comunicazione tra adulti e minori nella famiglia, nelle scuole,
nelle istituzioni sociali.
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1994
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Viene promosso a Torino un ciclo di seminari che
mettono a fuoco le cattive modalità relazionali ed educative tra adulti e
bambini, che sono facilmente leggibili dall’osservatorio della scuola. Ai
seminari partecipa un pubblico di centinaia di persone. Il ciclo s’intitola: “Maltrattare, punire,
guerreggiare: tre modi per rendere infelici
i bambini” I tre seminari vertono a) sull’intervento nei casi di abuso
all’infanzia (viene affrontato tra l’altro il tema della protezione e della
segnalazione da parte della scuola”), b) sul rapporto tra educazione e
punizione, c) sui problemi di figli di genitori separati (viene pubblicata la
dispensa: “Il figlio è mio e me lo gestisco io!”).
Esce il libro di C. Roccia, C. Foti (a cura di), L’abuso
sessuale sui minori. Educazione sessuale, prevenzione, trattamento,
Unicopli, 1994. Lo sviluppo di competenze emotive e dialogiche in materia
sessuale degli educatori e dei professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza
è sempre stato considerato un obiettivo importantissimo delle iniziative
formative di Hänsel e Gretel,
stante l’importanza e la delicatezza del bisogno del soggetto in età
evolutiva di acquisire informazioni e di
confrontarsi con gli adulti sulle tematiche sessuali. L’educazione
alla sessualità e all’affettività e
la sollecitazione culturale e formativa nei confronti degli educatori ad
attrezzarsi al suddetto impegno educativo sono state obiettivi intensamente ricercati
e praticati dai formatori del Centro Studi Hänsel e Gretel nelle
istituzioni scolastiche, nelle comunità, nelle istituzioni sociali.
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1995
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L’attenzione al gioco come tecnica educativa e
formativa, come strumento di attivazione globale, razionale ed emotiva, dei
partecipanti al percorso formativo (siano essi adulti o bambini) è al centro
della prassi e della riflessione teorica del Centro Studi Hänsel e
Gretel. Il gioco è il tema del primo
di cinque seminari di studio che vengono organizzati a Torino nel 1995. Da
anni Hänsel e Gretel studia e
approfondisce esperienzialmente e teoricamente lo strumento dello psicodramma
di grande efficacia sia nell’intervento socioeducativo, sia in quello
psicologico che in quello didattico. Gli altri seminari sono dedicati fra
l’altro alle problematiche della prima infanzia, della sessualità, dei
bisogni evolutivi dei bambini.
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1996
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Il Centro Studi Hänsel e Gretel organizza in
collaborazione con l’Associazione
nazionale dirigenti scolastici (A.N.DI.S.) il Convegno nazionale “I bambini invisibili”
sulle tematiche del disagio non ascoltato e non riconosciuto all’interno della
scuola. Ci sono 450 partecipanti, in gran parte insegnanti. Il Convegno
alterna momenti di riflessione teorica al lavoro in piccoli gruppi con la
metodologia Hänsel e Gretel,
basata sul gioco psicologico, sull’elaborazione dell’esperienza della
soggettività degli insegnanti.
Nel ‘96, viene pubblicato in Italia dopo aver
riportato uno straordinario successo negli Stati Uniti, il libro di Daniel
Goleman, “L’intelligenza emotiva”. Il Centro Studi Hänsel e Gretel ha trovato
in questo testo una conferma di un proprio percorso di ricerca sulle tecniche
formative, già intrapreso da anni per lo sviluppo delle competenze emotive e
relazionali degli operatori minorili e degli insegnanti.
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1997
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Hänsel e Gretel partecipa alla prima campagna di sensibilizzazione
nazionale di Rompere il Silenzio
dedicata al tema dell’ascolto dei
bambini in famiglia e nelle istituzioni. Vengono coinvolti in 25 città
italiane numerosi insegnanti, educatori, operatori sociali, genitori che
partecipano a seminari, assemblee, incontri, convegni.
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1998
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Viene organizzato a Grugliasco (Torino) nell’ottobre
1998un Convegno dal titolo “L’intelligenza emotiva. Che cos’è? Come si
sviluppa? Come può servire per prevenire e per rispondere al disagio del
bambino e dell’adulto”. Partecipano 350 persone. Per lo più
insegnanti. Nel corso dello stesso Convegno vengono utilizzate le tecniche
dell’intelligenza emotiva per favorire la riflessione dei convegnisti in
assemblea. Una sezione del Convegno è dedicata alla scuola. Il concetto di intelligenza emotiva e la
sua capacità innovativa teorico-pratica negli interventi educativi,
scolastici e sociali a favore dei minori sono al centro di alcuni Convegni
che il Centro Studi con lo stesso modello organizza negli anni successivi in
diverse città, in collaborazione con Rompere il Silenzio, coinvolgendo
centinaia di partecipanti: nel 1998 a Torino con la partecipazione di circa
300 persone, nel 1999 in tre città sarde Cagliari, Sassari e Tortolì (complessivamente
con oltre 500 persone), nel 2001 a Napoli (con 300 partecipanti) e nel 2001 a
Pescara (con 200 partecipanti).
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1999
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Hänsel e Gretel contribuisce all’elaborazione della “Dichiarazione
dei principi e degli impegni degli insegnanti e dei dirigenti scolastici di
fronte sul disagio e al maltrattamento degli allievi”. La
dichiarazione viene presentata in oltre cinquanta città italiane nel corso
della seconda campagna di sensibilizzazione nazionale di Rompere il
silenzio. Tra i 27 punti della
Dichiarazione compaiono i seguenti titoli: “Riconoscere e contrastare
l’adultocentrismo. Svalutazione dell’infanzia e svalutazione della scuola. Il
rischio di compiti impossibili. La scissione tra sapere ed esperienza, tra
conoscenza e vita emotiva. Le
competenze e motive e relazionali dell’insegnante. Il ruolo della scuola
nella prevenzione del maltrattamento. La formazione: caratteristiche generali
e caratteristiche metodologiche. Gli indicatori del disagio. L’ascolto della
sofferenza dell’allievo. Mondo della scuola e ruolo della rete e del Servizio
sociale. La segnalazione all’autorità giudiziaria. Per una cultura della
responsabilità di fronte all’impegno della segnalazione Il ruolo del dirigente scolastico. Il
maltrattamento intrascolastico. Scuola, maltrattamento e diritti degli
allievi”.
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2000
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Viene pubblicato il libro “Il maltrattamento invisibile. Scuola,
famiglia, istituzioni” (curato da C. Foti, C. Bosetto e A. Maltese) .
Questo libro va contro corrente. Dice che la violenza ai bambini non riguarda
solo la famiglia, ma anche la scuola e le istituzioni. Affronta tra l’altro
un tema rimosso: il maltrattamento degli allievi da parte degli insegnanti.
Ma questo testo vuole infondere speranza. La scuola può imparare a fermare,
invece che confermare il processo produttivo di un bambino infelice. Se è
vero che nella scuola esistono forme invisibili di maltrattamento, è anche
vero che esistono grandi risorse e capacità di dialogo, comprensione, e riparazione.
Sempre nel 2000 esce il libro
curato da Claudio Foti e Claudio Bosetto, “Giochiamo ad ascoltare. Metodologie per elaborare il disagio dei
bambini e degli adolescenti”.
Contiene le proposte formative e le tecniche che nel corso degli anni Hänsel e Gretel ha sviluppato per
attivare la crescita emotiva e cognitiva dei bambini, dei preadolescenti e
degli adolescenti. Tali proposte e tecniche, sperimentate soprattutto nei
gruppi classe in centinaia di interventi nelle scuole di tutti i gradi, dalle
materne alle superiori hanno incontrato ampie verifiche positive, in particolare
sul terreno dell’educazione alla sessualità e all’affettività,
dell’elaborazione del bullismo e dell’aggressività nella scuola, dell’ascolto
del maltrattamento e dell’attivazione nella didattica.
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2001
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Viene organizzato nel febbraio 2001 a Torino un Convegno
nazionale dal titolo
“L’ascolto
dell’abuso e l’abuso nell’ascolto” con
la partecipazione di esperti inglesi.
Partecipano
700 operatori sociali, psicologi, neuropsichiatri infantili, medici,
giudici, educatori. È presente una significativa rappresentanza di
insegnanti. Vengono affrontate fra l’altro le tematiche dell’ascolto del
bambino presuntamente abusato nell’ambito scolastico, dell’osservazione e
della rilevazione degli indicatori da parte degli insegnanti, del ruolo della
segnalazione al Servizio sociale e all’autorità giudiziaria da parte della
scuola. Nel novembre 2001 un Convegno analogo viene organizzato a Caserta con
circa 400 partecipanti.
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2002/2003
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Viene organizzata una ricerca/intervento in una
classe di prima media della cintura torinese. Oggetto della ricerca è stata
l’applicazione dei principi dell’intelligenza emotiva in un gruppo classe che
manifestava, secondo le indicazioni delle insegnanti e del dirigente
scolastico numerose difficoltà relazionali e d’apprendimento. L’ipotesi
sottesa alla nostra ricerca/intervento era la seguente: anche se non si
interviene direttamente sugli alunni, se gli insegnanti di una classe si
avvicinano ai principi e ai metodi dell’intelligenza emotiva, si possono
produrre rilevanti ricadute benefiche sul gruppo classe ed, eventualmente, anche sul singolo
allievo; si possono ottenere significativi cambiamenti nei rapporti
tra gli alunni, nei rapporti tra gli alunni e gli insegnanti e, naturalmente,
nei rapporti tra docenti. Attraverso
test e altro materiale valutativo è stata effettuata una fotografia della
classe all’inizio e al termine della ricerca/intervento per poter individuare
eventuali cambiamenti prodotti. L’impegno del team degli insegnanti è
consistito nell’incontrare ogni quindici giorni per circa sei mesi un gruppo
di lavoro di Hänsel e Gretel,
composto da quattro psicologhe. Il risultato della ricerca /intervento è
consistito in alcune significative trasformazioni del clima emotivo e
relazionale del gruppo classe e del sistema delle relazioni tra alunni e tra insegnanti/alunni (cfr. C. Foti, A. Lungo, B. Martino, E. Ramonda,
S. Guglielmi, “L’intelligenza emotiva può cambiare la scuola! I risultati di
una ricerca in una scuola media”, in Come aiutare i bambini e gli adolescenti con l’intelligenza emotiva?,
Sie edizioni)
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2004
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Vengono elaborati e
sperimentati nuovi progetti nelle scuole:
·
“La mente abbraccia il
cuore” è la denominazione di un
progetto per sviluppare l’Intelligenza emotiva dei bambini di scuola materna
ed elementare. Anche i più piccoli
hanno voglia di parlare delle loro emozioni con noi adulti e di ascoltare
le nostre.
·
Bambini e adulti di fronte alla malattia”.. Si constata come si possa imparare ed
insegnare ad adulti e bambini ad
accettare la malattia, a riflettere sulla malattia, a comunicare le emozioni
riguardanti la malattia. L’effetto verificabile è un aumento del sollievo e
della condivisione, l’effetto probabile sarà quello di ammalarsi di meno!
·
“Educare al confronto con
la morte” Si verifica come parlare della morte sia possibile ed anche salutare. . Si pensa che i bambini siano talmente
fragili da doverli iperproteggere dal confronto con la morte. Si dimenticano
la competenza e la sensibilità dei bambini. In verità condividere i sentimenti
attorno alla morte riduce grandemente in adulti e bambini solitudine,
angoscia, impotenza.
·
“Non avere
paura delle paure”: laboratori sulle paure nelle classi elementari.
È possibile far scoprire ai bambini la normalità e l’accettabilità delle loro
paure, la possibilità di condividerle
ed anche talvolta di ridurle attraverso la loro esplicitazione modificarle. È
possibile far scoprire che anche i grandi hanno paura ed anche i grandi
possono avere i loro punti di forza e
le loro debolezze.
·
“Insegnare ad apprendere,
apprendere ad insegnare”. È un progetto
che dimostra come la prospettiva di tener conto da parte degli insegnanti
della vita emotiva e relazionale del gruppo classe porta a grandi cambiamenti
nella didattica, la quale può diventare più partecipata, più collaborativi.
più efficace
·
“Handicap”. Si cerca di dar voce alle emozioni di soggetti
disabili che tendono ad essere stigmatizzati e svalutati nelle loro
potenzialità evolutive sul terreno dell’apprendimento e della
socializzazione, potenzialità che possono essere realizzate a partire da una
posizione di maggiore fiducia emotiva da parte degli educatori e degli
insegnanti e di maggiore fiducia nelle emozioni dei ragazzi.
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2005
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Viene organizzato a
Torino un Convegno su “Sofferenza del
bambino e intelligenza emotiva” con 400 partecipanti. L’originalità del
Convegno, a cui danno un contributo relatori inglesi e statunitensi, è
rappresentata tra l’altro dall’intervento attivo di allievi delle scuole
elementari e medie di Torino e provincia che si mescolano ai convegnisti,
portando esperienze di elaborazione con il metodo dell’intelligenza emotiva
di tematiche riguardanti la sessualità, la rabbia, le ansie
dell’apprendimento., la relazione tra gli adulti e i bambini, la malattia e
la morte. Nel Convegno viene presentato
un video intervista in tre tempi, dove Claudio Foti, presidente del Centro
Studi Hänsel e Gretel, dialoga con il professor Daniel Goleman. Un tempo
dell’intervista è dedicato al tema “La scuola, l’educazione e i sentimenti”.
Vengono organizzati ad Alessandria, Torino e
Galliate (Novara) tra seminari per gli insegnanti dal titolo “………
Cambiare è possibile!”
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2006
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Convegno
Pedofilia ed intelligenza emotiva
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