Scritti

 

 

Psicologia e società
La mente umana tra illusione e consapevolezza

Etica ed infanzia
 

 

Storicamente l’etica è stata spesso condizionata da un pensiero adultocentrico. State buoni, bambini! Adattatevi alle norme comportamentali che regolano la società adulta e aderite ai valori culturali, morali e religiosi così come vi vengono trasmessi delle generazioni che vi hanno precedute, rinunciate a trasformarli e vivificarli sulla base delle nuove esigenze, esperienze e conoscenze che farete, controllate in senso repressivo i vostri bisogni e sentitevi in colpa se non riuscite in questo impegno di obbedienza e di adattamento.

 

Per reagire all’etica della colpevolizzazione dei bisogni del bambino, all’etica della mortificazione del corpo e della sessualità, all’etica dell’“onora il padre e la madre indipendentemente-da-come-loro-si-comportano”, all’etica delle formalità e dei ritualismi opprimenti, privati del loro significato simbolico comunitario, per reagire a tutto questo si è sviluppano un atteggiamento culturale critico nei confronti dell’etica, in quanto tale,  vista come un discorso necessariamente conservatore ed opprimente nei confronti degli adulti e dei bambini. Si è sviluppato un relativismo etico che finisce per generare conseguenze molto negative in particolare nei confronti dei soggetti deboli fra cui i bambini. Se tutto è permesso, perché si vive una volta sola, se il principio del piacere si sostituisce ad un principio della realtà repressivo e soffocante, se l’etica è morta perché esistono solo più l’economia, la politica  o la psicologia  sono l’interesse, il potere, la bisognosità dei più forti e dei più esperti, degli adulti a prevalere su quella dei più deboli e dei meno esperti.


La riflessione sui valori dell’autenticità, dell’ascolto, del rispetto della vita emotiva, del riconoscimento del sé e dell’alterità, dell’accettazione e dell’autoaccettazione, dello scambio, della consapevolezza ecc… può indicare delle prospettive di significato e di normatività di fondamentale importanza per la protezione e la crescita dell’infanzia, per il sostegno e il rispetto dell’adolescenza, per lo sviluppo di un dialogo arricchente  tra il mondo degli adulti e quello dei bambini.

 

 

TESTI

 

Etica e Infanzia” da Bambino incompiuto, Unicopli, N. 3/1990

 

Preziosità dell'infanzia. Riflessioni per un'etica dalla parte del bambino”, in Minorigiustizia, 3/2005, pp. 29-69.

La dimensione negativa dell'esistenza

La mia ricerca sull'adultocentrismo
Psicoanalisi e psicoterapia: un modello da chiarire