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Nel riflettere sul
mio lavoro di psicoterapeuta e di supervisore avverto uno
scarto fra l’esperienza accumulata (sia nel campo dei
trattamenti di psicoterapia psicoanalitica su un’ampia
casistica sia nel campo specifico del trattamento di
soggetti traumatizzati, in particolare di vittime e di
autori di violenza sull’infanzia) e l’elaborazione
riflessiva su questa esperienza. E’ uno scarto che
forse cercherò piano piano nei prossimi anni di colmare.
Sento di avere molte cose da dire, molte idee da chiarirmi
e da chiarire, alcuni trattamenti infruttuosi su cui
riflettere, ma anche non pochi trattamenti riusciti su cui
basarmi per descrivere - con una definizione e una
chiarezza che finora mi è mancata - il modello di cura che
sono andato delineando nella prassi e nella riflessione sui
casi da me seguiti e su quelli ascoltati nelle diverse
équipe di psicologi e di psicoterapeuti che ho contribuito a
formare e che ho supervisionato.
Sono partito dall’incontro con il percorso formativo
della Psicologia dell’Io. Ho studiato ed approfondito le
teorie di Sandor Ferenczi, di Alice Miller e di altri
clinici e teorici che si sono occupati del trauma, delle
conseguenze della violenza infantile nella mente dell’adulto
e della tecnica di trattamento dei soggetti traumatizzati.
Ho via via cercato di applicare nella cura il modello della
psicoanalisi relazionale, della psicologia del Sé e dello
psicodramma psicoanalitico, mano a mano acquisivo gli
strumenti teorici e clinici per farlo. Ho sviluppato in
particolare l’esperienza del trattamento di vittime di
maltrattamento e di abuso sessuale e di famiglie
maltrattanti. Ho in carico in psicoterapia alcuni soggetti
pedofili che hanno accettato di mettersi in discussione dopo
aver riconosciuto di fronte alla legge le proprie
responsabilità e ho supervisionato un progetto coinvolgente
di trattamento dei sex offenders nel carcere di Teramo. .
Ho sempre sentito la sproporzione fra la complessità delle
problematiche dei soggetti traumatizzati e la mia
insufficiente competenza. Questo vissuto e questo dato mi
hanno sempre portato a non pubblicare i miei interventi in
materia clinica (nonostante alcune sollecitazioni a farlo)
e a rinviare il momento dell’elaborazione teorica della mia
esperienza e del mio modello psicoterapeutico, che ho sempre
avvertito come provvisorio e carente.
Nel campo della psicologia della prevenzione e della
formazione mi è stato certamente più facile riuscire a
scrivere e a portare un qualche contributo originale. Il
Centro Studi Hansel e Gretel è diventata tra le più
importanti agenzie di formazione e di intervento sulle
tematiche della prevenzione e del trattamento del disagio e
del maltrattamento ai minori e ultimamente sulle finalità e
sulle metodologie dell’intelligenza emotiva nelle
organizzazioni e nelle istituzioni.
Sintetizzando gli apporti del modello relazionale in
psicoanalisi, dello psicodramma classico, della Gestalt,della
riflessione golemaniana ho cercato di elaborare e di
definire una metodologia, basata sul gioco e
sull’intelligenza emotiva per l’attività di formazione sulle
tematiche dell’infanzia, una metodologia che è stata
ampiamente sperimentata dal 1988 – ormai da diciott’anni -
dal Centro Studi Hansel e Gretel, possiamo dire con qualche
successo e con qualche efficacia .
Mi è risultato - e tuttora mi risulta - più complesso
e più difficile esplicitare e chiarire la sintesi che ho
cercato e sto cercando di applicare, di precisare e di
costruire nell’attività clinica quotidiana. Ho bisogno di
approfondire nuovi strumenti (per es. L’EMDR e la psicologia
meditativa) e di riflettere su quelli che ho maggiormente
assimilato e più in generale di rielaborare la mia
esperienza. Vediamo cosa riuscirò a fare nei prossimi
anni.
L’ultimo testo pubblicato, l’abstract per il prossimo
convegno del CISMAI, rappresenta un primo programma di
lavoro.
TESTI
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“PSICOTERAPIA, RUOLO
MATERNO E SENSI DI COLPA”
citazione da “PER UNA CULTURA DELLA RELAZIONE
INTERPERSONALE: L’ESPERIENZA DEL CENTRO STUDI HANSEL E
GRETEL”, in Chi educa chi?, Claudio Foti (a cura di),
pp. 127-128.
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“TEORIA DEL TRAUMA E
TEORIA DELLE PULSIONI”
citazione da Introduzione a Chi educa chi?, Claudio
Foti (a cura di), Unicopli, Milano, 1992, pp. 57 - 59
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“INFANZIA RIMOSSA,
PSICOTERAPIA E PSICODRAMMA”
citazione dalle conclusioni del SEMINARIO SUL PENSIERO DI
ALICE MILLER, Associazione Rompere Il silenzio, Moncalieri,
22 Ottobre 1996
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Abstract per una
comunicazione al IV Congresso del CISMAI
COMPETENZE EMOTIVE E RELAZIONALI DELLO PSICOTERAPEUTA NELLE
TERAPIE DEL TRAUMA
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