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15 MODI DIVERSI PER ROVINARE UN FIGLIO
di Claudio Foti
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NON PARLATE MAI DI SENTIMENTI IN FAMIGLIA,
né dei vostri né di quelli dei vostri figli. Non mettete mai in
parola le emozioni e i sentimenti. Il riferimento alle emozioni e ai
sentimenti con i bambini è una sciocchezza o una perdita di tempo. Non
rispettate la vita emotiva dei vostri figli. Fate finta che il dolore
non esista, che la gioia non esista, che la paura non esista, che la
preoccupazione non esista, che la rabbia non esista, che la tristezza
non esista e così via. Non perdete troppo tempo nel pensare e nel
discutere dei problemi affettivi e relazionali in famiglia, né in
particolare dei problemi affettivi e relazionali dei vostri figli.
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DATE IMPORTANZA ALLE COSE SOLIDE.
Considerate nei fatti che le cose più importanti nella vita in famiglia
e fuori dalla famiglia sono le cose materiali. I soldi, la carriera, i
vestiti, il divertimento sono le cose più importanti della vita.
Raggiungere la ricchezza, il potere e l’immagine sociale sono le mete e
i valori da trasmettere ai figli, soprattutto attraverso l’esempio e la
testimonianza quotidiana. Siamo in un mondo in cui quello che conta non
è ciò che si è, ma ciò che si ha, non è importante la vita interiore, ma
la capacità di apparire, di presentarsi bene agli altri.
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NON FATE ASSOLUTAMENTE MANCARE NULLA AI
VOSTRI FIGLI: giochi, soldi, facilitazioni. Non chiedetegli niente
in cambio. Circondate continuamente i vostri figli di attenzioni
materiali. Ricordatevi che il miglior modo per farvi perdonare per le
vostre carenze di comunicazione e di presenza è quello di pensare ad un
bel regalo per i vostri bambini. Cercate di rendere la vita dei vostri
figli il più facile possibile, dal momento che la vostra vita o la
vostra infanzia in particolare sono state attraversate dalla sofferenza.
Cercate di contrapporvi il meno possibile alle esigenze dei vostri
figli. Meno limiti e meno frustrazioni si danno ai figli, più li si farà
crescere felici e senza complessi.
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CERCATE DI PROTEGGERE I VOSTRI FIGLI IL
PIU’ POSSIBILE DALLE DUREZZE DELL’ESISTENZA. Evitate di parlare di
argomenti che potrebbero traumatizzarli o potrebbero risvegliare
precocemente impulsi e tensioni. Devono essere accuratamente evitati
argomenti come la morte, la malattia, l’handicap, il desiderio sessuale,
la violenza, l’abuso sessuale, la separazione dei genitori, la guerra
ecc. Fate di tutto perché sia rinviato il momento in cui i vostri figli
dovranno confrontarsi con questi problemi. L’infanzia può e deve essere
un’età felice al riparo da brutture, conflitti e problemi che i bambini
possono continuare ad ignorare per anni fintanto che diventeranno più
grandi e avranno la forza per parlare e comprendere questi temi.
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EDUCATE I FIGLI AD ESSERE VINCENTI.
Il mondo è dei vincenti. Premiate i successi e le iniziative che
riescono. Scoraggiate nei figli la comunicazione di problemi e delle
difficoltà. Gli insuccessi non devono essere ammessi in alcun modo sul
piano educativo. Dare spazio alla comunicazione dei problemi e delle
difficoltà da parte dei figli rischia di favorire le lamentele e i
piagnistei. Ciascuno deve cavarsela da solo nell’affrontare i problemi
con la forza di volontà e tirando fuori le capacità, ammesso che si
abbiano. La funzione della famiglia non è certo quella di dare sostegno
ai suoi componenti in difficoltà.
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NON PARLATE MAI DEI VOSTRI PUNTI DEBOLI.
I genitori devono essere percepiti dai figli come perfetti. I figli
devono percepire che voi siete superiori, devono ammirarvi per il
piedistallo su cui dovete state o comunque apparire ai loro occhi.
Tanto i punti deboli si possono benissimo nascondere ai bambini!
Presentatevi sempre competenti, efficienti, capaci di controllare le
situazioni. Non ammettete mai errori o debolezze! Se i figli
percepiscono i vostri lati più umani e fragili, possono crollare tutti
gli obiettivi educativi. Se per caso sbagliate, la cosa peggiore che
potete fare è scusarvi. Sono i figli che devono mettersi in discussione,
non voi. Le debolezze e gli errori riguardano semmai loro, non voi.
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NON TEMETE DI UMILIARE I VOSTRI FIGLI.
Quando ci vuole una punizione, ci vuole. Non preoccupatevi che
eventualmente la punizione presenti un carattere sadico o umiliante,
quel che conta è che la punizione abbia una ragione. Il fine di educare
giustifica ogni mezzo, per quanto possa dare sofferenza o accompagnarsi
ad un attacco umiliante all’immagine dei vostri figli. Gli schiaffoni o
le punizioni corporali possono essere molto utili per insegnare ai figli
che hanno sbagliato, anche se possono magari far stare molto male.
Passato il vissuto di ferita o di umiliazione i figli possono facilmente
tornare sul problema per il quale la punizione è stata data ed eliminare
ogni sentimento di rabbia o di ribellione.
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RICORDATE CHE LE LODI SONO INUTILI E
CONTROPRODUCENTI. Evitate in particolare le lodi, che vi verrebbero
spontanee e che potrebbero risultare realistiche. I figli non devono
abituarsi ad apprezzamenti e valorizzazioni. Se i figli assolvono
bene ai loro compiti o ottengono risultati positivi, magari con impegno
e fatica, questo deve essere considerato un fatto scontato, un dovere
che da loro deve essere normalmente compiuto. Non devono per questo
aspettarsi un riconoscimento. Rinforzare l’autostima dei figli è
rischioso. Tenere bassa l’autostima è invece utile, perché li stimola a
darsi da fare.
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MANTENETE IL POTERE SUI VOSTRI FIGLI.
Non perdetevi in mille discussioni dispersive e in dialoghi inutili con
i vostri figli. Ciò che importa non è tanto chiarire in modo preciso i
problemi che possono nascere, i compiti e le responsabilità che spettano
ai vostri bambini e ai vostri ragazzi situazione per situazione. Non
state a spiegare il vostro comportamento con infinita pazienza. Ciò che
conta è trasmettere con chiarezza la differenza di ruoli tra genitori e
figli, chi detiene il potere in casa vostra e chi non lo detiene, chi
deve comandare e chi ubbidire, chi ha ragione per il ruolo che esercita
e per l’esperienza di cui dispone e chi invece ha torto.
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INSEGNATE AI VOSTRI FIGLI AD AVERE PAURA
DEL MONDO. Cercate di rappresentare tutto ciò che all’esterno della
famiglia come qualcosa che può rappresentare un pericolo. Una sana
diffidenza aiuta a d affrontare i rischi che attendono i figli quando
essi escono dall’ambiente rassicurante della famiglia. Insegnate ad
avere rispetto ed obbedienza per i genitori, perché solo nei genitori
potranno trovare quell’affetto, quella garanzia e quella sicurezza che
altrove non possono trovare.
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NON DIMENTICATE CHE I FIGLI VI
APPARTENGONO. I figli sono i vostri figli. Li avete messi al mondo
voi e vi devono l’aria che respirano, vi devono la loro vita, vi devono
tutto. Non consentite a nessuno di intervenire nel modo con cui trattate
i vostri figli, così come non permettete a nessuno di entrare a casa
vostra o di prendere senza permesso la vostra roba. Come madri li avete
tenuti in pancia, come padri gli avete garantito il mantenimento. Avete
diritto ad aspettarvi qualcosa in cambio.
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NON PREOCCUPATEVI DI COINVOLGERE I VOSTRI
FIGLI NEL CONFLITTO CONIUGALE. Cercate di fare emergere il vostro
punto di vista e la vostra personalità di padre o di madre senza
privilegiare a tutti i costi l’unità della coppia genitoriale di fronte
ai figli. Se il vostro coniuge vi attacca contrattaccate. Cercate di
portare i vostri figli sulle vostre posizioni. Quel che conta è che i
vostri diritti e la vostra immagine di padre o di madre non sia sminuita
ed inoltre che risulti ben chiaro che la colpa è dell’altro genitore!
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PRETENDETE SEMPRE IL MASSIMO DAI VOSTRI
FIGLI. PUNTATE ALLA PERFEZIONE CHE E’ UN IDEALE EDUCATIVO
STIMOLANTE. Anche se i vostri figli non possono raggiungerla,
possono comunque avvicinarsi ad essa. Cercate di essere sempre esigenti
e pretendete il massimo dai vostri figli. Non fatevi deviare dai bisogni
dei bambini: sempre sono usati come scuse per sottrarsi agli impegni.
Non fatevi commuovere dalle lacrime e dai compromessi. Gli obiettivi da
raggiungere siete voi che dovete indicarli. Non sottolineate gli aspetti
positivi ma quelli negativi per stimolarli a migliorare. Non fidatevi
dei bambini e sviluppate il massimo di sorveglianza sulla vita dei
vostri figli. Potrebbero tradire le vostre aspettative. Non puntate
sulla comunicazione, ma sul controllo.
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NON PRENDETE SUL SERIO I BAMBINI.
Puzzano ancora di latte e presumono di sapere come va il mondo. I
bambini non vanno viziati: per lo più sono pieni di capricci che vanno
contrastati. I bambini sono scarsamente credibili e vivono in un mondo
di sogni. Se i bambini vengono pesi sul serio c’è il rischio che si
montino la testa. Non prendete sul serio i bambini soprattutto quando
riferiscono situazioni di malessere o addirittura di violenza. Lasciate
cadere il discorso ed isolateli. Fateli crogiolare nel loro brodo di
bugie.
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NON RIFLETTETE MAI SULLA VOSTRA COERENZA.
Non è così importante perseguire la coerenza negli atteggiamenti
educativi. Se date una regola e il giorno dopo non la fate rispettare,
se minacciate una punizione nel caso di una eventuale disobbedienza dei
vostri figli e poi non la mantenete, quando quella disobbedienza s’è
realizzata, se dite ai vostri figli di non dire bugie e non vi rendete
conto delle vostre falsità, se enunciate un principio che voi stessi per
primi calpestate, predicate bene e razzolate male, se pretendete il
rispetto dei vostri figli e voi stessi poi non lo garantite, se dite ai
figli di non dire parolacce quando voi bestemmiate, tutto questo non è
importante. Sono i vostri figli che devono imparare la coerenza, non
voi.
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