Disagio e maltrattamento
a cura di Claudio Foti, Claudio Bosetto
Tre tipi di sofferenza
Ci
sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi.
1. C’è
in primo luogo una sofferenza indispensabile: per crescere
bisogna che i bambini imparino ad affrontare e a superare le
sofferenze legate all’adattamento alla vita e alla realtà. il
bambino deve imparare che la mamma non può sempre stare con lui, che
non si può volere ed ottenere tutto, che le regole sono necessarie.
Per diventare grande il bambino deve imparare poco per volta a
staccarsi dai piaceri e dalle sicurezze del restare piccolo. Per
avere la forza di imparare tutto questo il bambino ha bisogno di
tanto amore, di tanta pazienza e di tanta coerenza
da parte dei genitori.
2.La
sofferenza del secondo tipo non è indispensabile, ma talvolta
purtroppo è inevitabile. Quando capita una disgrazia o un lutto in
famiglia, quando arriva una brutta malattia del bambino o di un
familiare, quando i genitori si separano o più semplicemente quando
nasce per es. una sorellina e le attenzioni dei genitori un po’ si
riducono, non si può purtroppo evitare la sofferenza al bambino.
Quel che si può fare è non lasciarlo solo, aiutarlo a parlare, a
sfogarsi, ad esprimere i suoi sentimenti di paura, di incertezza, di
protesta, di rabbia.
3.La
sofferenza del terzo tipo può e deve essere evitata al bambino se si
vuole che cresca sano e sereno. Questa sofferenza è causata
dall’ignoranza, dall’indifferenza, dall’incapacità dell’adulto di
ascoltare, di capire, di essere attento e vicino nei confronti del
bambino. Questa sofferenza è causata inoltre dalla trascuratezza,
dalla violenza psicologica e fisica dell’adulto nei confronti del
bambino. Questa dispensa si occupa solo della sofferenza del terzo
tipo.

Definizione di maltrattamento
Il maltrattamento ai danni dei minori non è certamente un fenomeno
moderno. É invece molto recente la presa di coscienza, da parte
della società adulta, della vastità del fenomeno e della gravità
delle sue conseguenze. Solo nel nostro secolo nascono i primi studi
in ambito medico che mettono in correlazione fratture e lesioni
scheletriche con un avvenuto maltrattamento. Ed è solo nel 1963 che
il pediatra inglese Kempe, in un suo articolo dal titolo “La
sindrome del bambino percosso (Battered Child Syndrome)” pone le
basi per un approccio scientifico al fenomeno del maltrattamento.
Dieci anni dopo lo stesso Kempe con la formula “bambino abusato e
trascurato” (Child Abuse and Neglect) indicherà un più vasto quadro
del maltrattamento comprendente varie modalità di abuso non soltanto
fisico. Questa formulazione di Kempe è sostanzialmente tuttora
utilizzata. Questi ed altri studi ci rendono oggi in grado di
definire come abuso e maltrattamento atti e atteggiamenti che un
tempo non venivano neppure percepiti, o considerati “legittimi”, o
facenti parte delle normali pratiche educative. La definizione di
maltrattamento che useremo è certamente riduttiva rispetto alla
complessità del fenomeno. Ve ne sono molte altre che possono essere
approfondite consultando la bibliografia elencata al termine del
capitolo.
Maltrattamento
Comprende gli atti e le carenze che turbano gravemente il bambino,
attentano alla sua integrità corporea, al suo sviluppo fisico,
affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la
trascuratezza, o lesioni di ordine fisico, o psichico,
o sessuale, da parte di un familiare o di altri che hanno
cura del bambino.
La definizione comprende diverse tipologie di maltrattamento che
possiamo definire ulteriormente, ma che non vanno considerate come
forme assolutamente separate ed autonome, in quanto spesso il
maltrattamento comporta la compresenza di diverse forme di abuso, ed
inoltre in tutte le forme di abuso è sempre presente in qualche
misura il maltrattamento psicologico.
Maltrattamento psicologico
É la forma più diffusa di violenza di un adulto contro un bambino e
nello stesso tempo è la forma più difficile da riconoscere. É fatta
di ricatti, di minacce, di punizioni, di indifferenza, di
squalifiche, di mancanza di rispetto, di eccesso di pretese, di
richieste sproporzionate all’età e alle caratteristiche del bambino,
tali comportamenti, ripetuti nel tempo, diventano parte della
relazione dell’adulto nei confronti del bambino o dell’adolescente.
La violenza psicologica può essere persino più distruttiva di quella
fisica o sessuale, e comunque è sottesa sempre a tutte le altre
forme di maltrattamento.
Maltrattamento fisico
Nasce dal bisogno dell’adulto di scaricare sul più debole la
violenza che sente dentro di sé e contro di sé. Il maltrattamento
fisico può essere fatto con pugni, calci, bruciature, graffi,
sbattimento contro pareti o pavimenti, con l’uso di cinghie, di
bastoni o con altre forme di tortura.
Grave
trascuratezza
Si presenta quando i genitori non sono capaci (per assenza di
empatia, per difficoltà economiche e culturali o di inserimento
sociale, per problemi psicologici) a capire i bisogni materiali ed
affettivi dei propri figli e non riescono a curarli e proteggerli, a
crescerli in modo sano come sarebbe necessario, minacciando in modo
serio la loro sopravvivenza psico fisica..
Abuso sessuale
Il minore viene strumentalizzato coinvolgendolo in attività
sessuali, nella prostituzione o nella pornografia o in altri
comportamenti solo in apparenza meno gravi (per es. giochi sessuali
privi di violenza fisica), comportamenti che servono per procurare
piacere a qualche adulto e che producono danni enormi al bambino e
alla bambina. L’abuso sessuale è di solito realizzato da persone
care al bambino (famigliari, parenti, insegnanti, amici di famiglia,
religiosi…). Spesso si protrae per anni nel più assoluto silenzio e
con grandi sensi di colpa per il minore che lo subisce. Moltissimi
bambini, sia maschi che femmine, di tutte le età e classi sociali,
subiscono violenza sessuale.
Gli indicatori del
maltrattamento
È evidente che per dare inizio ad un qualsivoglia intervento di
aiuto rispetto al minore maltrattato, è preliminarmente
indispensabile saper percepire dei segnali (fisici, psicologici o
comportamentali); questi “segnali”, che possono far insorgere
nell’adulto attento il sospetto che il minore possa essere vittima
di comportamenti dannosi o maltrattanti, non sono però mai
specifici ed inequivocabili. È comunque fondamentale, per poter
capire se determinati comportamenti possano avere origine da un
maltrattamento, individuare degli indicatori. Essendo il
maltrattamento un fenomeno multi-dimensionale, gli indicatori devono
essere cercati in aree diverse: possiamo, ad esempio, distinguere
tra indicatori di tipo fisico e indicatori di tipo
comportamentale; inoltre importanti segnali possono essere
lanciati da tutti i soggetti coinvolti nel maltrattamento (adulti e
bambini); esiste infine una elaborazione di indicatori tipici che
possono essere associati a specifiche forme di maltrattamento.
Tuttavia qualunque segnale proveniente dal bambino se considerato da
solo, isolato dal contesto in cui è emerso e da una valutazione
globale del minore, non è sufficiente a determinare con certezza
l’ipotesi di maltrattamento o abuso. Forniamo alcune considerazioni
da tenere presenti nell’utilizzo degli indicatori:
1.
un solo indicatore non è sufficiente: è
essenziale ricercare diversi indicatori, raccogliere quanti più
elementi ed informazioni possibili, sforzandosi di pensare tutta la
storia del bambino, collegando anche precedenti comportamenti ed
episodi, valutando la continuità o l’occasionalità dei segnali che
ci preoccupano;
2.
qualora emergano degli indicatori, è importante non
restare soli, bensì discutere e confrontarsi sul caso con
colleghi, coinvolgere eventuali superiori (p. es. il dirigente
scolastico), approfondire la valutazione degli elementi;
3.
quando il caso si presenta difficoltoso, quando i segnali ci fanno
pensare a forme gravi di maltrattamento o abuso, quando è difficile
comprendere gli indicatori o non riusciamo a definire con chiarezza
l’ipotesi di maltrattamento è opportuno fare ricorso ad operatori
specializzati a cui richiedere una consulenza. Questo non
significa delegare ad altri la gestione del caso, è anzi
fondamentale cercare la collaborazione dei Servizi territoriali e
delle istituzioni giudiziarie sin dall’inizio del percorso di aiuto
al minore.
Gli indicatori che presentiamo sono tratti da vari studi e
pubblicazioni, in particolare da: Cirillo, Cipolloni (a cura di),
L’assistente sociale ruba i bambini ?, Milano, Cortina, 1994.
Maltrattamento Fisico
Segni fisici del
maltrattamento fisico
Lesioni
cutanee:
1.
lividi (ecchimosi, ematomi) sulle braccia, sulle gambe, sul
viso (intorno alla bocca con o senza lacerazione del frenulo labiale
superiore - o agli occhi), talvolta “figurati” (a stampo con la
forma dello strumento usato per colpire - mani, cinghie, lacci,
bastoni)
2.
contusioni, ferite, cicatrici, graffi in parti del corpo
difficilmente esposte accidentalmente
3.
lesioni della mucosa orale da alimentazione forzata o da colpi sulla
faccia
4.
segni di morsi
5.
segni di bruciature o ustioni sulle gambe, braccia o altri punti del
corpo coperti dai vestiti, spesso figurati (bruciature di sigaretta,
immersione forzata in liquidi bollenti, contatto con oggetti
incandescenti)
6.
escoriazioni o graffi di forme particolari (segni da legame per la
segregazione e la contenzione)
7.
segni di frustate o cinghiate
Lesioni
scheletriche:
1.
fratture delle ossa lunghe (gambe, braccia) o della mascella
2.
fratture diffuse o lussazioni (sospette sotto i due anni d’età
quando la mobilità del bambino è limitata)
Traumi
cranici (talvolta manifestati con uno stato soporoso o con
convulsioni):
1.
frattura cranica,
2.
emorragie retiniche
3.
ematomi subdurali
4.
emorragie derivanti da distacco del cuoio capelluto in seguito a
tirate di capelli
5.
ciocche di capelli strappate
Lesioni interne:
1.
lesioni di organi interni dovute a calci, schiaffi, colpi con
oggetti, spinte violente, strattonamenti (rottura della milza,
lesioni intestinali, renali, epatiche)
2.
diffusione ampia e sproporzionata di ferite lievi a diversi stadi di
guarigione, non curate adeguatamente e tempestivamente o di
pregresse fratture ossee in via di risoluzione spontanea
3.
deficit nella crescita staturo ponderale (failure to thrive)
4.
presenza di un abbigliamento inadeguato alle condizioni climatiche
che lascia intuire il desiderio di nascondere i segni del
maltrattamento (maniche lunghe, sciarpe, maglie a collo alto)
Segni comportamentali del
maltrattamento fisico
1.
Bambini particolarmente ostili all’autorità o estremamente reattivi
2.
Bambini eccessivamente aggressivi, distruttivi, iperattivi
3.
Bambini violenti con i compagni, con difficoltà a giocare con gli
altri
4.
Bambini estremamente passivi, “ritirati”, sottomessi, scarsamente
presenti, che non piangono mai o mostrano un lamento continuo
5.
Bambini socialmente isolati (in classe e/ o durante i momenti
ricreativi)
6.
Bambini che sembrano sognare ad occhi aperti, “assenti”, mostrano
elevata difficoltà di concentrazione e richiedono la costante
attenzione dell’adulto
7.
Bambini che mostrano improvvisi e repentini cambiamenti nell’umore o
nel rendimento scolastico
8.
Bambini che mostrano sdoppiamenti di personalità
9.
Bambini che mostrano un attaccamento indiscriminato e “adesivo”
verso gli estranei, sono riluttanti a tornare a casa ma si
sottomettono immediatamente per timore della reazione degli adulti
10.
Bambini che sembrano dei piccoli adulti e assumono un ruolo
“genitoriale” o di pari nei confronti dei propri genitori (role
reversal - parental child)
11.
Bambini massicciamente preoccupati per l’ordine e la pulizia, o sono
estremamente dipendenti dal giudizio dei genitori
12.
Bambini che mostrano consistenti ritardi nello sviluppo
psicomotorio, nel controllo sfinterico, nelle capacità logiche e di
pensiero
13.
Bambini che mostrano atteggiamenti autolesivi e distruttivi, che di
fanno spesso male incidentalmente e sembrano incapaci di evitare i
pericoli
14.
Bambini che mostrano un comportamento disturbato nei confronti del
cibo (anoressia, bulimia, tendenza a non mangiare la merenda portata
da casa, rubare il cibo dal piatto degli altri, mangiare
compulsivamente ... )
15.
Bambini assenti regolarmente i giorni delle visite mediche
16.
Bambini che si lamentano o si rifiutano di fare attività fisica
perché gli provoca dolore e disagio
Trascuratezza e grave negligenza
Segni fisici della
trascuratezza
Carenza di cure igieniche:
1.
bambini vestiti in modo consistentemente inappropriato alla
stagione, con vestiti troppo larghi o troppo stretti inadatti a
proteggerli dal freddo o dal caldo
2.
bambini regolarmente sporchi, che puzzano, che si lavano raramente
fino al punto di avere problemi nei rapporti con i compagni
3.
infiammazioni cutanee da pannolino e mancanza di igiene
4.
distensione addominale e chiazze di calvizie in bambini piccoli
lasciati sempre sdraiati nella stessa posizione
Assenza o carenza di cure sanitarie:
1.
bambini affetti da pidocchi o altri parassiti che non vengono curati
2.
bambini con problemi dentali, acustici o visivi che non vengono
curati
3.
bambini che non vengono vaccinati regolarmente o sottoposti ai
controlli medici necessari
4.
Scottature o malattie bronchiali e polmonari dovute a eccessiva
esposizione al caldo o al freddo
5.
Carenza del sistema immunitario
6.
Disidratazione e/ o malnutrizione
7.
Deficit nella crescita (failure to thrive)
8.
Ritardo mentale dovuto a carenza di stimoli
9.
Incidenti domestici ripetuti
10.
Ripetuti controlli medici e/o ricoveri ospedalieri (Hospital
shopping - sindrome di Munchausen per procura)
Segni comportamentali della
trascuratezza
Difficoltà nel condurre una normale vita scolastica:
1.
bambini spesso stanchi o che si addormentano in classe perché vanno
a letto molto tardi o non dormono di notte (stanchezza permanente e
disattenzione)
2.
disattenzione, svogliatezza, incapacità o difficoltà nel fare o
terminare i compiti
3.
bambini che distruggono materiale scolastico e rubano ai compagni
4.
bambini che mostrano di avere sempre fame, che elemosinano il cibo o
rubano le merende ad altri bambini
Assenza o carenza di accudimento:
1.
bambini che rimangono a casa per accudire ai fratelli e fanno
frequenti assenze scolastiche senza reale malattia
2.
bambini molto piccoli affidati alle cure di fratelli o sorelle
maggiori di poco più grandi
3.
bambini che gironzolano a lungo nei dintorni della scuola anche dopo
l’orario di chiusura
4.
bambini abitualmente in ritardo o che vanno a casa prima lamentando
sintomi o disturbi
5.
Problemi o ritardi nel linguaggio
6.
Uso precoce di droga o alcool
7.
Atti di vandalismo e di piccola delinquenza
8.
Ricerca di affetto e attenzione da estranei, esibizionismo
9.
Iperautonomia, chiusura, rifiuto di aiuto
10.
Passività, apatia
Abuso sessuale
Segni fisici dell’abuso
sessuale
1.
Ferite, contusioni, graffi (anche lievi) non accidentali ai
genitali, al seno, sulle cosce, al sedere
2.
Ferite anali, dilatazione dell’ano, insufficiente tono sfinterico
3.
Presenza di liquido seminale sul corpo o sugli indumenti
4.
Indumenti intimi lacerati o macchiati di sangue
5.
Ferite alla bocca o in gola, infiammazioni e infezioni
6.
Perdite vaginali, dolori e infiammazioni della zona genitale
7.
Presenza di malattie sessualmente trasmissibili
8.
Gravidanze molto precoci (di cui viene tenuta nascosta la paternità)
9.
Difficoltà nel camminare, nel fare attività fisica o nel sedersi
Segni comportamentali
dell’abuso sessuale
1.
Problemi emozionali come improvvisi cambi di umore, sensi di colpa e
di ansia, di vergogna, di impotenza, passività, pianti improvvisi
2.
Alterazioni delle abitudini alimentari (anoressia, bulimia)
3.
Inadempienza scolastica e assenze scolastiche ingiustificate
4.
Crollo nel rendimento scolastico
5.
Tentativi di suicidio, fughe da casa, abuso di sostanze stupefacenti
e alcool
6.
Fobie, malesseri psicosomatici, atteggiamenti isterici
7.
Disturbi del sonno
8.
Paura degli adulti o atteggiamento seduttivo, spesso sessualizzato,
nei loro confronti Incapacità di stabilire relazioni positive con i
compagni, isolamento sociale Atteggiamenti ribelli, provocatori
9.
Enuresi
10.
Depressione, malinconia, angoscia, incubi, ossessioni
11.
Autolesionismo
12.
Masturbazione compulsiva, dolorosa, intrusiva
13.
Confidenze relative all’aver subito avances o abusi sessuali
14.
Disegni o atti che suggeriscono la conoscenza di esperienze sessuali
inappropriati all’età (in particolare in bambini piccoli)
15.
Rifiuto delle visite mediche di screening o di spogliarsi per la
partecipazione ad attività sportive
16.
Negli adolescenti: promiscuità sessuale, prostituzione, gravidanze
precoci
Maltrattamento psicologico
Segni comportamentali del
maltrattamento psicologico
1.
Scarsissima stima di sé oppure, all’opposto, enorme e non realistica
stima di sé.
2.
Apparente maturità: il bambino vuole assumere ad ogni costo il ruolo
di adulto.
3.
Bambino infelice, che parla poco, che si tiene tutto dentro.
4.
Bambino dai comportamenti rigidi e controllati, senza fantasie, nei
discorsi e nei giochi.
5.
Bambino che fa di tutto, continuamente, per attirare l’attenzione su
di sé; bambino che passa da richieste troppo esigenti ad
atteggiamenti di sottomissione per compiacere l’adulto.
6.
Bambino molto agitato, con sogni spaventosi e terrori notturni,
bambino già grande che “fa la pipì” nel letto.
7.
Bambino con comportamenti distruttivi e crudeli, bambino impulsivo
con comportamenti di sfida.
8.
Bambino con abitudini monotone, ripetitive o strane per la sua età
(dondolarsi ripetuto, tic, masturbazione molto frequente ...).
Indicatori di maltrattamento nel comportamento dei genitori
1.
Ignorano i loro bambini quando piangono o reagiscono con estrema
impazienza
2.
Parlano dei loro figli come di bambini molto cattivi diversi da
tutti gli altri
3.
Mostrano distacco
4.
Mostrano reazioni inappropriate alla situazione (eccessiva o scarsa
preoccupazione)
5.
Hanno aspettative irrealistiche nei confronti dei figli
6.
Sembrano avere comportamenti irrazionali
7.
Sembrano essere crudeli o sadici o mancanti di senso di rimorso
Mostrano perdita di controllo o forte timore di perderlo
8.
Usano droga o alcool
9. Si
lamentano di non avere nessuno che li aiuta
10. Sono
riluttanti a dare informazioni
11.
Riferiscono di essere cresciuti in un inibente violento,
giustificandolo
12.
Raccontano o danno versioni contraddittorie rispetto agli incidenti
del bambino
13.
Attribuiscono le cause del maltrattamento ai fratelli o agli altri
bambini
14.
Ritardano nell’apportare le cure mediche necessarie
15. Si
lamentano in continuazione di altri problemi non collegati all’abuso
o ai loro bambini
16. Sono
contrari e reattivi di fronte all’idea di ricorrere al medico
17.
Tendono a portare “testimoni” per provare le loro versioni
18.
Riferiscono di incidenti e ferite ripetute
19.
Rifiutano il loro consenso ad approfondimenti diagnostici
20.
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