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Riportiamo la documentazione relativa alla costituzione del Movimento
per l'Infanzia, promosso da Andrea Cammarata;
Associazione Rompere il Silenzio -
Torino; Associazione
F:I.A.B.A. Vicenza; S.O.S. Infanzia Spinea (VI); Centro Studi Hansel e
Gretel, Moncalieri (TO); Luciano Paolucci Presidente di Marcia degli
Angeli; Associazione “Mamme Separate” di Como.
PER LA COSTRUZIONE DI UN MOVIMENTO UNITARIO PER LA PROTEZIONE
DELL’INFANZIA DALLE VARIE FORME DI VIOLENZA E DALLE DIVERSE SORGENTI DI
DISAGIO
Il progetto di aggregazione
A
seguito del processo di cambiamento culturale che vede emergere
in maniera sempre più pregnante nella società una richiesta di maggiore
e diversa attenzione ai problemi e alle esigenze dell'infanzia. si sono
sviluppate negli ultimi anni nel nostro paese una serie di importanti
iniziative (ultima delle quali il progetto di Indifesi e Offesi)
che hanno posto l’esigenza di un movimento capace di incidere
nell’opinione pubblica e nella vita sociale ed istituzionale del paese
per la protezione efficace dell’infanzia dalle varie forme di violenza
e dalle diverse sorgenti di disagio. Una società che non matura responsabilità e consapevolezza nei confronti
dei bisogni e dei diritti dei bambini non può considerarsi appieno
portatrice di civiltà e democrazia. Ci proponiamo pertanto l’obiettivo di raccogliere entro la stessa
organizzazione quante più energie, intelligenze, professionalità
possibili per acquistare peso specifico nell'ambito della vita
politica e sociale allo scopo di contribuire attivamente a porre al
centro degli interessi di una società la protezione, la cura e
l’ascolto dei bambini, soprattutto di quelli oggetto di maltrattamenti,
abusi, trascuratezze e manipolazioni. Vogliamo lavorare a costruire un’aggregazione culturale che favorisca
l’incontro e la collaborazione fattiva e costruttiva di persone e
associazioni, cercando adesioni nelle istituzioni e nella società
civile, favorendo l’impegno di cittadini e di personalità sensibili,
disposte ad impegnarsi senza preconcetti ideologici in questa
direzione. Una tale aggregazione non può non rivolgersi alla polis, a tutte
le istituzioni della comunità adulta per sensibilizzarle alle
problematiche e alle esigenze dell’infanzia; tenterà in altri termini di
partecipare, con la sua azione, alla vita culturale e politica del
paese, senza per questo collocarsi negli schieramenti partititici,
considerando gli obiettivi che intende realizzare super partes e
patrimonio comune ad ogni uomo.
La
vocazione del movimento
L’aggregazione che intendiamo promuovere
ha una vocazione
nazionale, sovranazionale e universale. Nazionale, perché
intende proporre e promuovere un movimento su tutto il territorio
nazionale in modo da diventare un punto di riferimento imprescindibile
per un rinnovamento culturale e per un reale e consapevole impegno del
mondo politico e di tutta la società volto alla tutela e all'ascolto dei
bisogni dell'infanzia. Internazionale, perché si occuperà dei
problemi del bambino in una società sempre più multiculturale e
multietnica, favorendo peraltro qualsiasi forma di collaborazione
affiliazione, federazione con altre associazioni o organismi
internazionali se tali modalità collaborative saranno reputate efficaci
e utili al raggiungimento degli obiettivi propri del movimento. Universale perché il movimento si interesserà di tutti i molteplici
aspetti del mondo infantile garantendo i diritti umani della dignità e
della protezione dalla violenza e dallo sfruttamento, del diritto ad una
crescita e ad un'educazione equilibrata e serena, il diritto alla
comunicazione dei bisogni e dei sentimenti, il diritto all'ascolto, il
diritto a spazi e luoghi adeguati di gioco e di espressione creativa,
ecc… L’aggregazione che intendiamo promuovere vuole creare sinergie, favorire
collaborazioni, trovare risorse per realizzare obiettivi di natura
molteplice: essere innanzitutto promotrice di una nuova cultura e di
una nuova capacità di realizzare concretamente i principi giuridici e le
norme, a favore dell’infanzia, attualmente in vigore e spesso
inapplicati; sollecitare nuove e più avanzate normative attraverso la
formalizzazione di specifiche proposte, aprire canali di comunicazione
sociale anche attraverso manifestazioni pubbliche e varie forme di
sensibilizzazione, attivare servizi e promuovere ricerche sui temi che
considererà di maggiore interesse. Il movimento che vogliamo costituire considera l'attivazione di una
seria attenzione verso il mondo dei bambini come una straordinaria
occasione per l'adulto per ritrovare, insita nella propria storia
passata, esperienze piacevoli e spiacevoli, sentimenti, valori e
significati tipici dell'età infantile e che rappresentano una ricchezza
emotiva, psicologica e uno stimolante confronto per ogni singola
persona. Intendiamo operare secondo i canoni etici propri di chi
rappresenta in prima persona interessi altrui; nella fattispecie gli
interessi rappresentati sono quelli del mondo dei bambini con tutta la
sua ricchezza ma pure con la sua fragilità; qualsiasi scelta non potrà
mai prescindere da una attenta valutazione dell'interesse in nome del
quale ci si è associati.
I valori e le finalità
Il
movimento che vogliamo costruire elaborerà secondo procedure di
discussione e decisione democratica un programma operativo che
rispetterà sei valori e finalità di fondo:
1. Il contrasto
efficace nei confronti di qualsiasi ogni forma di violenza e di
strumentalizzazione ai danni dell’infanzia 2. La responsabilizzazione di
tutte le istituzioni e di tutti i ruoli familiari, professionali,
sociali della comunità adulta. 3. L’impegno mentale e soggettivo di
ogni adulto a favore dei bambini. 4. L’impegno relazionale a favore dei
bambini. 5. L’impegno sociale a favore dei bambini. 6. Lo sviluppo
dell’intelligenza emotiva negli adulti e nei bambini.
1.
IL CONTRASTO EFFICACE DI QUALSIASI FORMA DI VIOLENZA E DI
STRUMENTALIZZAZIONE AI DANNI DELL’INFANZIA
L’abuso fisico, psicologico e sessuale,
la grave trascuratezza, attuati all’interno e all’esterno della
famiglia, la strumentalizzazione in tutte le sue forme, agita da parte
di singoli adulti e di gruppi organizzati, della mente e del corpo dei
bambini, delle loro risorse affettive, sessuali, lavorative
rappresentano realtà pesanti, diffuse e spesso sommerse che incombono
minacciose sulla crescita delle nuove generazioni e richiedono pertanto
una risposta più attenta e più efficace sul piano preventivo e
repressivo da parte di tutte le istituzioni e di tutte articolazioni
della comunità adulta, un’azione di vigilanza e di sensibilizzazione da
parte di un movimento culturale dalla parte dell’infanzia. Se è vero che occorre ridurre i
margini enormi di impunità
di cui godono ancora la stragrande parte degli autori delle violenze
all’infanzia, non ci si può illudere di risolvere il problema del
maltrattamento, dell’abuso e della pedofilia eludendo l’attivazione
dell’impegno responsabile dell’intera società e ricorrendo ad un
escalation repressiva magari attraverso la pena di morte o la
castrazione chimica. In particolare la lotta alla pedofilia e all’abuso sessuale (e più in
generale la lotta al maltrattamento) si combatte affrontando
innanzitutto il problema della rilevazione e dell'emersione del
fenomeno che ha ancora dimensioni massicce, sommerse e avvolte dal
silenzio, combattendo la rimozione e il tabù culturale, che hanno da
sempre circondato e perpetuato il fenomeno, contrastando gli
atteggiamenti di insensibilità, di indifferenza emotiva e di
impreparazione che lasciano soli ed indifesi i bambini e consentono agli
autori della violenza di agire indisturbati
2. LA RESPONSABILIZZAZIONE DELLA COMUNITA’ ADULTA IN TEMA DI VIOLENZA
ALL’INFANZIA
Occorre far crescere l’assunzione di una responsabilità psicologica,
morale, sociale e politica della comunità adulta in tema di violenza
all'infanzia, favorendo la consapevolezza che i fenomeni del
maltrattamento e dell’abuso passano vicino e passano accanto, ed
in un certo senso passano dentro ad ogni adulto. Si tratta di sviluppare la presa di coscienza che ciascun individuo, in
qualsiasi ambito familiare, sociale, istituzionale può avviare un
processo di messa in discussione e di cambiamento per migliorare le
capacità di ascolto individuale e collettiva del disagio dei bambini con
cui entra in contatto e di prevenzione della violenza. Si tratta di
contrastare l’enfatizzazione dell’attenzione sociale e mediatica nei
confronti della violenza all’infanzia, quando questa enfatizzazione
rischia di sollecitare un’oscillazione fra ondate sensazionalistiche
di grande indignazione e reazioni successive di grande indifferenza
e di grande silenzio. L’attenzione dell’opinione pubblica al fenomeno del maltrattamento,
dell’abuso e della pedofilia non deve accompagnarsi ad una negazione
della responsabilità, come se il problema della violenza all’infanzia
non richiedesse l’impegno della famiglia e di tutte le articolazioni
sociali, come se non chiamasse in causa le connivenze e le complicità di
un vasto settore della comunità adulta, come se non necessitasse
l’attivazione di tutti i ruoli professionali ed istituzionali.
3. L’IMPEGNO MENTALE E SOGGETTIVO DI OGNI
ADULTO A FAVORE DEI BAMBINI
Se è
vero che i singoli adulti e le organizzazioni che abusano in diverse
forme dell’infanzia devono essere innanzitutto fermati da un’adeguata
azione di indagine e di repressione, è anche vero che gli autori delle
violenze non sono gli unici bersagli di una mobilitazione costruttiva e
coerente a favore dell’infanzia. La risposta alla violenza all’infanzia non si può esaurire nella
mobilitazione contro i casi eccezionali di maltrattamento e pedofilia .
Gli autori delle violenze non sono “mostri” anche se fanno cose
mostruose, provengono dalla nostra comunità, da cui sono stati
generati, provengono da storie infantili attraversate da umiliazioni,
abusi e mancati interventi di ascolto e di tutela. Occorre pertanto scoraggiare gli atteggiamenti che collocano la causa
dei problemi e della sofferenza dell’infanzia sempre e comunque al di
fuori della comunità, al di fuori delle istituzioni, al di fuori della
famiglia, al di fuori di noi stessi. Non esiste nessun adulto che una volta per tutte può definirsi sempre e
comunque dalla parte dei bambini. Ogni genitore, ogni educatore, ogni
operatore, ogni professionista dell’infanzia e dell’adolescenza, ogni
adulto è chiamato a mettersi in discussione e ad assumere un impegno in
prima persona, innanzitutto sul piano mentale e soggettivo, per
contrastare le diverse cause della sofferenza dei bambini, per evitare
di essere egli stesso, in qualche misura, parte attiva nella
trasmissione di trascuratezza e disagio ai bambini che gli sono vicini. Gli adulti che vogliono capire e proteggere più efficacemente i bambini
sono sollecitati ad entrare in rapporto con la propria infanzia, a fare
i conti con il passato che continua a vivere nel presente, a sviluppare
comprensione e solidarietà con gli aspetti di sofferenza della propria
infanzia per evitare di scaricare in qualche modo ciò che si è subito e
che non è stato compreso sui piccoli con cui si entra in rapporto.
4. L’IMPEGNO RELAZIONALE A FAVORE DEI
BAMBINI.
E’ di
grande importanza la valorizzazione della relazione interpersonale tra
l’adulto e il bambino, nella famiglia, nella scuola, nelle istituzioni
sociali, educative, sanitarie, giudiziarie, sportive. Oggi gli adulti tendono a
sfuggire dalla relazione viva, affettiva e
comunicativa, con i bambini. I genitori, gli educatori, gli
operatori, i professionisti che entrano in contatto con i bambini sono
spesso affrettati, presi dalle loro preoccupazioni, scarsamente presenti
e disponibili. La relazione interpersonale con il bambino risulta
spesso un terreno disertato dall’adulto, che insegue i propri obiettivi
e le proprie priorità, indisponibile all’ascolto delle comunicazioni e
delle esigenze dei bambini. Si generano così in questi ultimi varie
forme di solitudine, di disagio, di deprivazione, di dipendenza
eccessiva dagli stimoli mediatici. Al contrario, la relazione interpersonale con il bambino può diventare
il terreno dell’impegno responsabile e dell’intervento di prevenzione
dell’adulto, che cerca di apprendere e di migliorare la propria
capacità di attenzione ai bisogni infantili di dialogo, di vicinanza e
di comprensione, il terreno dove leggere i segnali della crescita e
nel contempo del disagio del bambino ed eventualmente dove
decodificare gli indicatori del suo malessere o addirittura del
maltrattamento e dell’abuso, di cui il bambino può essere vittima.
5. L’IMPEGNO SOCIALE A FAVORE DEI
BAMBINI.
Il
movimento che vogliamo costituire considera i bambini ricchezza e
patrimonio dell'umanità, denuncia violenze manifeste e silenti,
commissive e omissive del mondo adulto che ha costruito una società a
proprio uso e misura, dando luogo ad una cultura adultocentrica
che poco e male si è preoccupata e si preoccupa dei bisogni reali e
delle istanze emotive, affettive, creative del mondo infantile. La proclamazione ideologica dei principi a favore dell’infanzia e
l’enunciazione formale dei diritti dei bambini risultano molto avanzate
nella nostra società, ma spesso purtroppo risultano contraddette dai
comportamenti quotidiani delle istituzioni che, non di rado, finiscono
di fatto per privilegiare la propria autotutela in quanto istituzione o
comunque l’interesse degli adulti a scapito del rispetto dei bisogni e
dei diritti effettivi dei bambini, che risultano il soggetto più
debole, meno rappresentato e garantito. Occorre un grande impegno di analisi e di mobilitazione per individuare
e favorire processi di cambiamento sul piano sociale che aumentino il
riconoscimento e il rispetto dei diritti collettivi dell’infanzia in
diverse modalità: politiche sociali ed amministrative che non
dimentichino i cittadini cosiddetti “minori”, scelte edilizie ed
urbanistiche che tengano conto del bisogno di gioco e di movimento
dell’infanzia, un’organizzazione delle istituzioni sanitarie ed
ospedaliere che eviti di risultare traumatica per i bambini, processi di
trasformazione e di formazione capaci di coinvolgere gli operatori delle
istituzioni per aiutarli ad ascoltare più adeguatamente i soggetti in
età evolutiva, cambiamenti nelle procedure e nelle prassi
dell’istituzione giudiziaria affinché possano essere maggiormente
tutelati e rispettati i minori vittime di violenze e trascuratezze;
interventi legislativi e sociali che contrastino l’abbandono dei minori
in istituto, che favoriscano la risposta dell’affidamento
eterofamiliare, che promuovano l’adozione non come diritto del genitore
ad avere un figlio, ma come diritto di un bambino sfortunato ad avere il
genitore migliore possibile per lui, ecc…
6.
LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA NEGLI ADULTI E NEI BAMBINI
L’impegno relazionale e sociale degli adulti non potrà orientarsi in
una direzione coerente, se gli adulti stessi non imparano a vivere
meglio con i bambini, a comprendere e a parlare il linguaggio
dell’infanzia, il linguaggio dei sentimenti. Occorre in altri termini favorire lo sviluppo dell’intelligenza emotiva,
cioè della capacità di riconoscere e di rispettare i sentimenti propri
ed altrui da parte di tutti gli adulti chiamati ad interagire con i
bambini, sul piano dell’educazione, dell’assistenza, della cura, della
tutela e della prevenzione del disagio e della violenza. Lo sviluppo dell’intelligenza emotiva comporta la crescita della
capacità dell’adulto di ascoltare i problemi e le difficoltà del
bambino, migliorando l’attenzione al mondo interiore ed affettivo di
quest’ultimo, riequilibrando l’impostazione, ancora dominante nei
processi educativi e scolastici, eccessivamente orientata allo sviluppo
della razionalità e delle conoscenze intellettuali. La valorizzazione dell’intelligenza emotiva negli adulti comporta
un’analoga valorizzazione nei bambini e pertanto la crescita del dialogo
e della comprensione tra le generazioni. Lo sviluppo dell’intelligenza
emotiva consente all’adulto di mettere a proprio agio il bambino,
ponendolo nelle condizioni di comunicare i suoi problemi, piccoli e
grandi, di rivelare i suoi segreti, piccoli e grandi oppure di
curare le sue ferite, quando la prevenzione non è riuscita ed il bambino
è risultato vittima di situazioni di disagio o di violenza più o meno
gravi.
Il
programma operativo
Il concreto
programma operativo potrà scaturire soltanto dalla discussione del
movimento, una volta costituito, e dei suoi organi dirigenti,
democraticamente eletti. A titolo puramente indicativo delle potenzialità della nuova
aggregazione possono essere elencate alcune strade progettuali, che
dovranno naturalmente essere messe in discussione, verificate e
definite concretamente dal movimento e dalle sue strutture decisionali,
quando sia il primo che le seconde saranno operanti. Il movimento per
es. potrà favorire in qualche maniera, secondo modalità che saranno
oggetto di attento studio e approfondimento riflessivo le seguenti
attività: - l’attivazione di processi di formazione di operatori sanitari,
sociali, scolastici, giudiziari chiamati ad affrontare casi di violenza
o abuso sessuale o di grave malessere; - il coinvolgimento attivo e la crescita dei genitori
nel campo
dell’impegno responsabile all’ascolto e al dialogo con i figli,
all'affettività, alla vigilanza e all'educazione; - l’individuazione e
il rispetto dei bisogni e dei diritti dei
bambini all’interno delle politiche amministrative degli enti
locali, all’interno degli Ospedali, dei tribunali, nell’organizzazione
urbanistica; - l'attivazione di servizi di monitoraggio e di conoscenza,
capaci di registrare i dati reali della condizione economica, sociale e
psicologica dei bambini nelle diverse aree geografiche del paese,
tenendo in particolare evidenza la piaga del lavoro minorile, il disagio
psichico nelle diverse forme, il maltrattamento e l'abuso sessuale.
- promozione di ricerche e denuncie relative alle varie forme di
strumentalizzazione a danno del fanciullo, denuncia di materiale
distorcente ed emotivamente deleterio destinato ad essere utilizzato dai
bambini (programmi televisivi, libri, giocattoli, cartoni animati);
- la mobilitazione e l’organizzazione di interventi di
sensibilizzazione in occasione di giornate significative ( per es.
la "Giornata Internazionale del Fanciullo" del 20 novembre, oggi
scarsamente considerata, potrebbe diventare un appuntamento annuale di
grande interesse coinvolgendo l'intera società per riflettere sul
rapporto della comunità adulta con il mondo infantile); - la promozione di
iniziative (seminari e convegni) per favorire
l’approfondimento scientifico e la crescita culturale attraverso
modalità capaci di favorire l’interazione tra gli esperti e i
partecipanti alle iniziative; - la costituzione di un ufficio stampa per curare
i rapporti con
i media nella prospettiva di promuovere un'informazione documentata,
responsabile, coerente sul mondo dei bambini capace di contrastare
per quanto possibile il sensazionalismo, la costruzione di stereotipi,
la disattenzione sulle tematiche infantili; - la costituzioni di associazioni autonome, ma orientate dal movimento,
di vittime di violenze e di abusi sessuali o di familiari di vittime di
tali violenze.
Orientamenti organizzativi
Le
associazioni e i singoli disponibili a sottoscrivere un manifesto per la
costituzione di un movimento d’iniziativa culturale e “politica” dalla
parte dell’infanzia s’impegnano a:
1.
promuovere un Comitato costituente per una più precisa
definizione delle caratteristiche istituzionali e organizzative e delle
regole statutarie del movimento, dei criteri di validazione e di
selezione per l’adesione dei singoli e per i gruppi già strutturati,
delle modalità di svolgimento della vita democratica e degli organismi
dirigenti del movimento (tale comitato dovrà definire un progetto entro
sei mesi circa e sottoporre le sue conclusioni o le sue proposte di
maggioranza e di minoranza ad un’Assemblea costituente del
movimento);
2. la
stessa denominazione del movimento (“S.O.S. infanzia”, “Indifesi e
Offesi”, “Dalla parte dei bambini” o altro ancora) dovrà essere
discussa ed approvata dall’Assemblea Costituente;
3.
promuovere successivamente a questa fase costituente un Comitato
scientifico, aperto ad intellettuali ed esperti che possano
contribuire ad un rigoroso e vitale fondamento culturale e scientifico
del movimento attraverso pubblicazioni da definire e secondo modalità e
procedure che dovranno essere proposte dal Comitato costituente e
decise dall’Assemblea costituente;
4.
indirizzare sin d’ora le linee direttrici del funzionamento
istituzionale ed organizzativo del movimento verso alcuni principi
fra cui:
4
a. la caratterizzazione rigorosamente democratica del movimento,
capace di contrastare logiche narcisistiche e di potere e logiche di
accentramento verticistico delle decisioni, logiche antitetiche ad una
cultura e ad un’etica dell’infanzia, attraverso regole di funzionamento
quali la rotazione della carica del Presidente, la costruzione di
articolazioni democratiche e federative dell’associazione,
articolazioni peraltro in grado di favorire il radicamento della nuova
associazione nel territorio e nelle diverse aree geografiche del paese;
4
b. la costruzione di un movimento capace di raccogliere ed unire non
solo associazioni, non solo professionisti ed addetti ai lavori di
assistenza, protezione e cura dei minori, ma anche gruppi di popolazione
adulta, disposta a responsabilizzarsi sulla difesa dei diritti
infantili, sulla comprensione dei loro bisogni infantili e
sinceramente interessata alla tutela e alla crescita dell’infanzia;
4
c. la necessità di oltrepassare le associazioni esistenti, senza
per questo volerle affatto eliminare nella loro autonomia organizzativa,
nella loro originalità e specificità, attraverso la costruzione di
un’aggregazione, dove tutti gli iscritti possono essere rappresentanti
negli organismi dirigenti indipendentemente dalla loro appartenenza o
meno a gruppi strutturati promotori dell’aggregazione (obiettivo che
potrebbe essere raggiunto ad un’azione adeguata di presentazione
all’opinione pubblica della proposta della nuova associazione unitaria e
che potrebbe essere favorito nell’ambito delle singole associazioni
firmatarie del documento da una scelta per il 2002 di promuovere una
doppia iscrizione: alla singola associazione e contemporaneamente
alla nuova aggregazione unitaria).
Claudio
Bosetto, Presidente Centro Studi Hansel e Gretel - Torino
Andrea
Cammarata, promotore Indifesi e Offesi
Liliana
Carollo, Presidente F:I.A.B.A. Vicenza
Gabriella Foliero, Presidente S.O.S. Infanzia Spinea (VI)
Claudio
Foti, Direttore scientifico Centro Hansel e Gretel, Moncalieri (TO)
Chiara
Pani, Associazione Rompere il silenzio - Sardegna
Luciano
Paolucci Presidente di Marcia degli Angeli
Rosy
Genduso Associazione “Mamme Separate” di Como |