progetto per il triennio 2011 – 2013

PROGETTI CORSI SEMINARI CONVEGNI

 

Il Progetto Triennale 20112013 dà forma organica e nel contempo articolata all’intervento del Centro Studi Hansel e Gretel onlus a favore dell’infanzia e a favore degli adulti che hanno a cuore l’infanzia. Il quadro di profonda crisi sociale ed economica in cui definiamo la progettazione triennale del nostro intervento, ci obbliga ad una attenta individuazione e valutazione delle energie e delle risorse attivabili. Il Centro Hansel e Gretel opera nel cosiddetto “terzo settore” che potrebbe rappresentare una forma di realizzazione autentica del concetto di sussidiarietà, di grande rilevanza proprio nel momento attuale di crisi. Il modello di sussidiarietà che abbiamo in mente

• ha una “base forte” di risorse umane nella attività volontaria dei soci del Centro Hansel e Gretel;

• offre una pluralità di servizi, culturali ma anche specialistici, centrati sulla cura di sé finalizzata alla cura dell’altro, in particolare del’infanzia, in una logica di affiancamento e stimolo dell’intervento pubblico;

• intende coinvolgere enti pubblici, soggetti economici e del privato sociale, fondazioni ed enti benefici, intensificando sinergie e collaborazioni, ricercando sostegni e finanziamenti i

• prevede l’attivazione anche dei soggetti destinatari dei nostri servizi e, più in generale, della società civile.

 

Il progetto triennale prevede quattro linee di azione:

CURA DELLE EMOZIONI

Incontri mensili di sensibilizzazione 

“Università delle emozioni”

CURA DEL SÉ

Convegno: “… Quando la mente abbraccia il cuore … Intelligenza emotiva, cura del Sé degli adulti e cura del Sé dei bambini”

La meditazione e la psicologia meditativa per il benessere
mentale di adulti e bambini 

Autobiografia ed intelligenza emotiva

CURA DELLA CRESCITA

La conduzione di gruppi per genitori

Sofferenza minorile e relazione educativa 

Servizio di ascolto e consulenza 

CURA DEL TRAUMA

Centro clinico a tariffa sociale         

La comunità “Il Nido di Zorba” per minori vittime di violenza

Interventi per il recupero psicologico e psicoterapeutico degli
ex  detenuti e dei sex offenders  

Programmi di psicoterapie per minori vittime di violenza ed
appartenenti a fasce deboli  

Scuola di psicoterapia 

 

 

Tali linee si inquadrano nella cornice unitaria di un impegno culturale, morale, sociale, educativo e psicologico alla “cura” di valori e di impegni preziosi, che rischiano oggi sempre di più di essere trascurati e calpestati da atteggiamenti sociali che tendono a contrapporre l’evitamento dei problemi alla consapevolezza, la dimensione dell’avere a quella dell’essere, il narcisismo all’interiorità, l’indifferenza verso il prossimo all’empatia, la sessualizzazione perversa alla valorizzazione della donna e della sessualità, la strumentalizzazione delle emozioni al rispetto della vita emotiva delle persone.

Per ogni campo di intervento il centro Studi Hansel e Gretel utilizzerà le proprie risorse organizzative e le proprie strutture. I soci del Centro metteranno a disposizione le loro capacità di elaborazione culturale.

Per ogni attività viene elaborato un piano di sostenibilità.

In tutte le attività progettuali verrà ricercata la possibilità di collaborazione con altre associazioni. Attualmente è iniziata una collaborazione con il Gruppo Abele, che prevediamo continuerà per la realizzazione della “Università dei sentimenti” e per le attività legate alla cura e terapia dei soggetti autori di reato.

 

 

PRIMA LINEA D’AZIONE

CURA DELLE EMOZIONI. L’INTELLIGENZA EMOTIVA

La parola “emozioni” è quella che ricorre maggiormente nei messaggi pubblicitari e accompagna l’invito all’acquisto di beni. Il sensazionalismo promette e sollecita forti emozioni. L’enfatizzazione delle emozioni mira ad attrarre strumentalmente l’attenzione del fruitore della comunicazione e del consumatore. Al polo opposto, il rispetto, la valorizzazione e l’ascolto delle emozioni rappresentano il fondamento di una nuova cultura dell’infanzia e dell’adolescenza. L’intelligenza emotiva, la cultura della mente che abbraccia il cuore, consente agli educatori e ai genitori di avvicinare la logica adulta al codice dei sentimenti privilegiato dai bambini, migliora le capacità di ascolto dei soggetti più deboli e sofferenti, contrasta e previene la stupidità emotiva della perdita di controllo degli impulsi, permette di aumentare le competenze dell’operatore nella relazione professionale e di aiuto, ottimizza la comunicazione tra le persone, favorisce la comprensione reciproca, l’integrazione tra soggetti diversi e la mediazione dei conflitti.

Questa linea d’azione si articola in due progetti:

• incontri mensili di sensibilizzazione

• “Università delle Emozioni”

 

LA CURA DELLE EMOZIONI. PRIMO PROGETTO INCONTRI MENSILI DI SENSIBILIZZAZIONE

IL LAVORO SVOLTO

L’intelligenza emotiva è la linea culturale perseguita dal Centro Studi Hansel e Gretel Onlus che orienta la nostra azione di sensibilizzazione culturale. Nella cornice dell’intelligenza del cuore sono stati organizzati presso il Gruppo Abele incontri di sensibilizzazione per pubblicizzare le dispense via via pubblicate dal Centro Studi Hansel e Gretel sulle seguenti tematiche: • l’ascolto: una speranza per la scuola nella scuola; • in memoria di Alice Miller: l’educazione e la psicoterapia nel rispetto delle emozioni; • la formazione degli operatori; • come parlare della morte ai bambini • il bullismo.

 

 

IL PROGETTO

Proseguiranno presso il gruppo Abele gli incontri mensili aperti gratuitamente al pubblico, all’interno dei quali vengono affrontate varie problematiche e presentate le dispense pubblicate dalla nostra collana editoriale. Con l’orientamento dell’intelligenza emotiva verranno proposte e discussi i seguenti temi: • il dialogo con i bambini sui temi difficili quali la sessualità, la malattia, la morte, l’handicap , il conflitto tra genitori; • Chiesa e pedofilia; • la psicoterapia delle vittime e degli autori di reato; • la tecnica dell’autobiografia e l’intelligenza emotiva; • la psicologia meditativa; • la formazione degli operatorio con l’intelligenza emotiva; • la violenza nelle istituzioni educative.

 

   

LA CURA DELLE EMOZIONI. SECONDO PROGETTO “UNIVERSITÀ DELLE EMOZIONI”

IL LAVORO SVOLTO

Da anni il centro Studi Hansel e Gretel organizza corsi di formazione per psicologi, assistenti sociali, educatori, professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza. La linea culturale che con coerenza abbiamo proposto nei corsi di formazione articolandola e adattandola alle specifiche tematiche è quella dell’intelligenza emotiva. I corsi maggiormente frequentati sono stati dedicati ai seguenti temi: • La conduzione di gruppo • L’ascolto della sessualità e dell’affettività dei minori • Dal dolore alla speranza: morte, malattia, trauma • La psicologia del trauma • Tecniche di meditazione, consapevolezza e intelligenza emotiva • La valutazione della presunta vittima di abuso sessuale

IL PROGETTO

Manca nel nostro paese una proposta formativa organica organizzata secondo i principi e le metodologie dell’intelligenza emotiva e centrata sulle tematiche dell’aiuto sociale e della prevenzione della sofferenza minorile. Ci proponiamo di avviare – in collaborazione con il Gruppo Abele e con altre agenzie interessate – l’“Università delle emozioni”, un progetto di formazione integrato e nel contempo articolato sui diverse aree e per diversi ruoli e professioni (psicologi, assistenti sociali, educatori, insegnanti, medici, giudici minorili, avvocati della famiglia, genitori, volontari, adulti di buona volontà). Occorre una proposta formativa che dia rilievo scientifico e metodologico alle emozioni come dimensione essenziale sia degli operatori delle istituzioni sociali, educative, sanitarie e giudiziarie, sia dei destinatari – adulti e bambini – dell’intervento.

 

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SECONDA LINEA D’AZIONE

CURA DEL SE’

 

La cura di sé proposta dalla cultura del narcisismo risulta nella nostra società identificata prevalentemente con il consumo dei prodotti e delle emozioni, con il divertimento, inteso spesso come evacuazione dei vissuti emotivi autentici, con l’enfatizzazione dell’immagine e del potere. Viene sollecitata la rincorsa alle sensazioni forti capaci di riempire, almeno provvisoriamente, il vuoto e la solitudine diffusi. Emerge una cultura della perversione, costruita sulla enfatizzazione della sessualità come ricerca individualistica di piacere e di potere, da perseguire in modo frenetico senza calcolare le conseguenze sugli altri e su di sé, e senza valutare gli aspetti affettivi, emotivi e relazionali delle esperienze sessuali. Per prendersi cura degli altri, soprattutto dei soggetti più piccoli e più bisognosi, è di fondamentale importanza imparare a prendersi cura di sé in modo responsabile, per sviluppare una consapevolezza attenta, benevola e paziente nei confronti di se stessi, per coltivare le straordinarie risorse interiori, che spesso sono presenti senza essere attivate nelle persone. Diventa necessario il confronto con percorsi innovativi, soggettivamente arricchenti, per stimolare la creatività, , per recuperare gioia ed energia, per allargare la capacità di vivere e gustare il presente, per far crescere la sensibilità verso se stessi e la disponibilità nei confronti dei più deboli. Questi percorsi possono essere adattati e proposti anche ai bambini e agli adolescenti per contrastare l’irrequietezza diffusa e il malessere dilagante, per migliorare l’attivazione delle risorse interiori dei soggetti in età evolutiva.

Questa linea d’azione si articola in tre progetti: • convegno: “…Quando la mente abbraccia il cuore… Intelligenza emotiva, cura del Sé degli adulti e cura del Sé dei bambini” • la meditazione e la psicologia meditativa per il benessere mentale di adulti e bambini • autobiografia ed intelligenza emotiva

 

LA CURA DEL SÉ. PRIMO PROGETTO:

CONVEGNO: “… QUANDO LA MENTE ABBRACCIA IL CUORE … INTELLIGENZA EMOTIVA, CURA DEL SÉ DEGLI ADULTI E CURA DEL SÉ DEI BAMBINI”

IL LAVORO SVOLTO

Il Convegno nazionale “Prendersi cura di sé per prendersi cura dei bambini”, svoltosi a Torino nel settembre 2009 ha raccolto oltre 450 operatori e ha aperto nuove strade di ricerca ed elaborazione. Il convegno si è posto la finalità di proporre ai convegnisti di incontrare non solo concettualmente, ma anche in prima persona, alcune tecniche e metodologie finalizzate allo sviluppo di una consapevolezza benevola e curativa verso il Sé dell’adulto, per ampliare nei partecipanti gli orizzonti teorici ed esperienziali della cura di sé nella prospettiva di un impegno di aiuto, di educazione, di assistenza verso i bambini. Abbiamo pubblicato la dispensa “Cura di sé e consapevolezza di gruppo”, edita da SIE edizioni, per dar conto con una documentazione approfondita delle attivazioni e delle metodologie proposte nei workshops del Convegno.

IL PROGETTO

Stanno uscendo gli atti del Convegno svoltosi nel settembre 2009. Intendiamo inoltre organizzare un nuovo Convegno Nazionale per la fine del 2011 o per la primavera del 2012 dal titolo “… Quando la mente abbraccia il cuore … Intelligenza emotiva, cura del Sé degli adulti e cura del Sé dei bambini” . L’obiettivo è quello di coinvolgere un numero ancor più grande di operatori e professionisti dell’infanzia per definire proposte per la cura del sé dei soggetti in età evolutiva, facendo anche partecipare bambini e ragazzi delle scuole all’esperienza del convegno.

   

LA CURA DEL SÉ. SECONDO PROGETTO:

LA MEDITAZIONE E LA PSICOLOGIA MEDITATIVA PER IL BENESSERE MENTALE DI ADULTI E BAMBINI

IL LAVORO SVOLTO Dal l’inizio del 2010 opera come articolazione del Centro Studi Hansel e Gretel ONLUS il Centro Mente e Vita, che offre un incontro settimanale di pratica meditativa aperto a tutti e che si pone la finalità di approfondire la meditazione e la psicologia meditativa, come proposte per potenziare tre funzioni psichiche fondamentali negli adulti e nei bambini: la consapevolezza, la concentrazione e la benevolenza.

IL PROGETTO Intendiamo potenziare un programma per offrire gratuitamente, o a costi bassi, incontri di meditazione da un lato agli insegnanti e agli allievi delle scuole elementari e medie, dall’altro alle équipe degli operatori che operano nel campo del maltrattamento e del disagio minorile.

 

LA CURA DEL SÉ. TERZO PROGETTO:

 AUTOBIOGRAFIA ED INTELLIGENZA EMOTIVA

IL LAVORO SVOLTO

Abbiamo svolto il primo seminario per educatori, insegnanti e professionisti su “Autobiografia ed intelligenza emotiva.” Il lavoro autobiografico può rappresentare una possibilità di narrazione e di elaborazione di vicende e situazioni emotive sofferte e conflittuali e, più in generale, uno strumento per dare importanza e valore al Sé e alla propria storia personale, per ritrovare e per esprimere attraverso la scrittura nessi, ricordi, situazioni ed immagini, per dare significato e prospettive alla propria esistenza.

IL PROGETTO

Vogliamo intensificare la ricerca sul rapporto tra il lavoro autobiografico e l’intelligenza emotiva e intendiamo proporre questo lavoro autobiografico da un lato ad insegnanti ed educatori, professionisti dell’infanzia all’interno di seminari di formazione a pagamento e intendiamo proporre gratuitamente o a prezzi bassissimi esperienze di lavoro autobiografico ad alcune scuole o équipe educative. La possibilità che gli insegnanti si possano avvalere di questo strumento consente il potenziamento di risorse di autoformazione e di crescita professionale e personale che potranno essere poste al servizio di percorsi analoghi da proporre ai soggetti in età evolutiva.

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TERZA LINEA D’AZIONE

CURA DELLA CRESCITA

Nonostante la maggiori conoscenze culturali che ci informano di quanto la qualità della crescita del bambino sia assolutamente decisiva per il futuro dell’adulto, sono grandemente diffuse nella società attuale risposte di grave trascuratezza nei confronti dei bisogni di evoluzione e di apprendimento dei bambini. La crescita del bambino è un processo complesso e delicato che unisce necessariamente diversi aspetti: è crescita fisica e mentale, crescita emotiva e cognitiva. Non garantisce la crescita del bambino la cura dei suoi bisogni fisici e la dimenticanza di quelli psicologici. Non garantiamo la crescita del minore se ci impegniamo a trasmettere istruzione e conoscenze, lasciandolo poi alla mercé di difficoltà emotive, violenze familiari o situazioni di bullismo che bloccano il suo apprendimento.

Questa linea d’azione si articola in tre progetti: • La conduzione di gruppi per genitori • “Scuola, sofferenza minorile e relazione educativa”, articolato in quattro percorsi formativi: o l’ascolto e l’intervento nei casi di abuso e maltrattamento; o l’intervento con gli alunni “a rischio scolastico”; o l’integrazione scolastica dei soggetti portatori di “diversità” etniche o culturali; o la scuola e il fenomeno del “bullismo”; • Servizio di ascolto e consulenza per la scuola

 

LA CURA DELLA CRESCITA. PRIMO PROGETTO

LA CONDUZIONE DI GRUPPI PER GENITORI

IL LAVORO SVOLTO

Abbiamo sviluppato in questi anni esperienze di conduzione di piccoli gruppi di genitori con figli di età omogenea (gruppi di neomamme, gruppo di genitori con figli in età prescolare o scolare, con figli adolescenti ecc …). La finalità di questi gruppi è stata quella di aiutare i genitori a costruire legami di solidarietà, sostegno e comprensione fra loro, a far crescere la loro autoconsapevolezza, la loro autostima, il loro controllo delle emozioni nella relazione con il bambino e a sviluppare la loro empatia, ovvero la capacità di percepire e rispettare i bisogni emotivi del figlio.

IL PROGETTO

Proponiamo la formazioni di gruppi per genitori, neogenitori, gruppi con figli in età prescolare, scolare, con figli adolescenti. Le prospettive orientative su cui i gruppi possono muoversi sono le seguenti: favorire l’ascolto di sé per poter ascoltare il proprio bambino; aiutare i genitori a costruire legami di solidarietà, sostegno e comprensione fra loro; accrescere il controllo delle emozioni nella relazione con il bambino; rafforzare la propria motivazione al gravoso impegno genitoriale; sviluppare l’empatia, ovvero la capacità di percepire e rispettare i bisogni emotivi del figlio; sviluppare la capacità di attraversare la sofferenza e la problematicità, che risultano dimensioni inevitabili con cui confrontarsi nel processo di allevamento e crescita dei figli; stimolare la capacità dei genitori di relazionarsi meglio con le figure importanti dell’ambiente familiare circostante

 

LA CURA DELLA CRESCITA. SECONDO PROGETTO:

 SOFFERENZA MINORILE E RELAZIONE EDUCATIVA

IL LAVORO SVOLTO

Dal 1989 il Centro Studi Hänsel e Gretel opera nel campo della sensibilizzazione e formazione sull’intervento di prevenzione, cura e tutela a favore dei bambini e delle bambine. In questi anni Hänsel e Gretel è diventata una tra le più attive agenzie formative italiane sulle problematiche relazionali ed educative dell’età evolutiva, accreditata dal Ministero dell’Istruzione della Università e della Ricerca per offrire formazione al personale della scuola. Sul tema della prevenzione del maltrattamento e dell’abuso abbiamo svolto interventi formativi in tutto il territorio italiano e in oltre cento istituti scolastici della Regione Piemonte. Abbiamo elaborato un piano di intervento per l’integrazione scolastica dei minori portatori di “diversità” etniche o culturali che accoglie le indicazioni della commissione dell’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza “Minori verso una società interculturale”, coordinata nel 2007 da Claudio Foti, direttore scientifico dell’Associazione. Una particolare riflessione è stata dedicata al nesso tra disagio e insuccesso scolastico, portando all’elaborazione di specifici percorsi di approfondimento sulla motivazioni ad insegnare e ad apprendere. Nell’anno scolastico 2009 / 2010 abbiamo svolto, su incarico della Direzione Scolastica Regionale del Piemonte interventi di formazione e prevenzione del fenomeno del bullismo.

IL PROGETTO

In questi anni, dal mondo della scuola, abbiamo recepito una ricorrente domanda di sostegno nella difficoltà ad affrontare atteggiamenti, comportamenti, relazioni, all’interno delle classi, che diventano fonte di disagio per gli alunni e per gli insegnanti: problemi relazionali ed affettivi, assenza di motivazione e rifiuto ad apprendere, incapacità a rispettare le regole, bullismo, problemi familiari, malessere adolescenziale, che nella scuola si riversano, si rielaborano, entrano in sinergie negative con il disagio e le difficoltà dei docenti, si manifestano in forme peculiari. In particolare abbiamo riscontrato l’interesse dei docenti per quattro temi: • l’ascolto e l’intervento nei casi di abuso e maltrattamento; • gli alunni “a rischio scolastico”; • l’integrazione dei soggetti portatori di “diversità” etniche o culturali; • il fenomeno del “bullismo”.

 

 

Su questi temi abbiamo sviluppato le quattro proposte formative:

PRIMA PROPOSTA FORMATIVA:

L’ASCOLTO E L’INTERVENTO NEI CASI DI DISAGIO E MALTRATTAMENTO ED ABUSO

Il corso di formazione è destinato ai docenti della scuola dell’infanzia e della scuola dell’obbligo per formare e sostenere nell’osservazione e nell’ascolto dei minori, anche al fine di raccogliere eventuali segnali di disagio e decidere le forme di intervento adeguate. La scuola costituisce un osservatorio privilegiato della condizione del bambino e del ragazzo; gli insegnanti possono conoscere i minori nella loro quotidianità cioè nei loro comportamenti più differenziati, più immediati e ed autentici. La scuola può osservare in modo "diacronico" la problematica del minore registrandone le evoluzioni nel tempo, in positivo e in negativo. L'insegnante potrebbe percepire in modo abbastanza immediato le conseguenze di un fatto o di evento traumatico sul comportamento e sull'atteggiamento scolastico di un allievo, imparando, con un'adeguata preparazione, a classificare e a riconoscere tali conseguenze come espressione probabile di una determinata situazione di difficoltà. Se gli insegnanti vengono adeguatamente formati ed aiutati, la scuola può diventare capace di interpretare quei microsegnali di disagio che gli allievi evidenziano, e che di fatto funzionano come campanelli d'allarme, prima che la situazione di sofferenza diventi così grave da rendere molto difficile l'intervento di aiuto nei confronti del minore. Il percorso formativo propone agli insegnanti e alla scuola un ruolo specifico nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria del maltrattamento e dell’abuso ai danni dei minori, non già in una logica di autosufficienza, bensì con un atteggiamento di collaborazione con tutte le altre istituzioni sociali per l'infanzia, attivando da un lato gli interventi necessari nelle situazioni a rischio ed elaborando, d'altro lato, proprie strategie di sostegno al minore in difficoltà.

 

SECONDA PROPOSTA FORMATIVA:

LA MOTIVAZIONE AD INSEGNARE E AD APPRENDERE. AIUTARE GLI INSEGNANTI PER AIUTARE GLI ALLIEVI IN DIFFICOLTÀ

L’intervento formativo rivolto ai docenti della scuola dell’obbligo è finalizzato alla ricerca di modalità relazionali e didattiche adeguate per affrontare il problema degli studenti “a rischio scolastico”. Sono studenti, che non solo presentano difficoltà in una o più aree di studio, ma che assumono spesso nei confronti della scuola comportamenti ostili, aggressivi, di chiusura e di rifiuto nei confronti dello studio; presentano atteggiamenti di noia, distrazione, svogliatezza, indifferenza agli insuccessi, trascuratezza nell’esecuzione dei compiti, disorganizzazione del lavoro scolastico, incostanza nell’impegno. Sono studenti che rischiano uno stress sotto il profilo cognitivo, che li espone ad una frustrazione crescente. Peraltro gli stessi docenti sono a rischio di stress legato in particolare al senso di impotenza e frustrazione che il rapporto con questi alunni comporta. Il corso di formazione affronterà alcuni nodi problematici quali: il riconoscimento del “rischio scolastico; le aree dell’intervento di sostegno e recupero; le strategie di apprendimento; la motivazione ad apprendere e ad insegnare.

 

TERZA PROPOSTA FORMATIVA:

TUTTI UGUALI E TUTTI DIVERSI. UN PROGETTO DI CONTRASTO AI PREGIUDIZI E ALL’INTOLLERANZA NEI CONFRONTI DELLE DIFFERENZE ETNICO CULTURALI

Il progetto è destinato agli insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria ed è finalizzato alla costruzione di contesti comunicativi dove i conflitti, i vissuti emotivi, i pregiudizi e gli stereotipi presenti nella comunità ospitante a seguito del fenomeno migratorio, possano essere messi in parola e possano essere confrontati con la realtà attraverso il dialogo e la riflessione Il percorso formativo si propone di responsabilizzare e sostenere gli insegnanti di fronte al compito di accettare, comprendere e valorizzare le differenze in generale e le differenze etnico-culturali in specifico; È possibile aiutare gli adulti e i minori a crescere nel rispetto delle diversità e nell’interculturalità a partire dalla concretezza dei problemi e i conflitti quotidiani contrastando i pregiudizi e il razzismo. Di fondamentale importanza è aiutare gli insegnanti ad affrontare lo stress quotidiano, derivante dalle problematiche indotte dagli allievi portatori di varie tipologie di diversità, favorire la capacità di mentalizzare le difficoltà trasformandole in occasioni di apprendimento emotivo e sociale. Il corso propone tecniche e metodologie per facilitare la comunicazione, la consapevolezza e lo sviluppo di competenze emotive fondamentali per l’elaborazione dei conflitti.

 

QUARTA PROPOSTA FORMATIVA:

L’ELABORAZIONE DELL’AGGRESSIVITÀ E DELLA VIOLENZA TRA I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI NELLA SCUOLA

Il progetto è destinato agli insegnanti della scuola dell’obbligo. Verrà approfondito il tema della violenza e del bullismo all’interno di un’attenzione più globale alla soggettiva dei bambini e degli adolescenti e a tutti gli aspetti del disagio relazionale. In particolare saranno analizzate quelle forme, assai diffuse e difformi, di espressione del disagio quali gli atteggiamenti di collera e di impulsività, l’incapacità di discussione e di comunicazione, che possono nel tempo far degenerare la conflittualità relazionale in violenza manifesta. Molti bambini che mostrano scarse capacità empatiche, impulsività e facilità all’ira nei primi anni della scuola percorrono un cammino che, attraverso l’emarginazione sociale e l’aggregazione con altri ragazzi simili a loro, termina con comportamenti devianti nel contesto scolastico e sociale.

 

 

LA CURA DELLA CRESCITA. TERZO PROGETTO:

SERVIZIO DI ASCOLTO E CONSULENZA

IL LAVORO SVOLTO

I ragazzi e gli adulti hanno un grande bisogno di parlare di sé e dei propri problemi, ma si autorizzano a farlo soltanto nel momento in cui si confrontano con un adulto che manifesta la propria competenza e disponibilità entrando in sintonia con loro. A partire da questa convinzione il Centro Hansel e Gretel propone servizi di ascolto e consulenza nella scuola. Nella scuola e nella famiglia c’è bisogno massimamente di ascolto, ma questa operazione non può avvenire se gli adulti non sono capaci innanzitutto di ascoltare, di porsi in una posizione di recettività e di comprensione nei confronti dei bisogni e delle comunicazioni dei soggetti in età evolutiva. Non c’è autorità senza servizio, non c’è guida senza comprensione, non c’è educazione senza ascolto. Queste sono state le linee guida dei nostri servizi di ascolto e consulenza. Inoltre la particolare composizione multi professionale del Centro Hansel e Gretel, che è composto da psicologi, psicoterapeuti, insegnanti, dirigenti scolastici ed avvocati esperti nel diritto minorile, ha permesso allo psicologo consulente di essere supportato da una équipe che ha messo a disposizione della scuola una competenza multidisciplinare.

IL PROGETTO

Sportello di ascolto per genitori Sportello di ascolto per studenti Sportello di ascolto e consulenza per insegnanti

Il Servizio d’Ascolto si propone di realizzare le proprie finalità attraverso alcune funzioni: • ascolto e contenimento del disagio dell'utente; • informazione sulle risorse presenti sul territorio relative ai problemi della relazione adultominore; • approfondimento riflessivo circa la relazione educativa e di consulenza attenta alla specifica esperienza e problematica portata; • costruzione di un clima di confidenza, di accoglienza, di non giudizio, di disponibilità a dialogare; • elaborazione del disagio derivante dalla relazione interpersonale ed educativa; • condivisione delle preoccupazioni e dei dubbi legati al rapporto con un bambino in crisi, con il "caso difficile", con un allievo che per varie ragioni evidenzia una sofferenza, con un minore che è o potrebbe essere vittima di abuso o maltrattamento.

 

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QUARTA LINEA D’AZIONE

CURA DELLA SOFFERENZA E DEL TRAUMA

Aumentano nella nostra società le dimensioni e le varietà del disagio psichico proprio mentre si estende una ricerca continua - destinata comunque a risultare insoddisfacente - di sollecitazioni, di emozioni e sensazioni forti capaci di stordire e di far dimenticare le difficoltà emotive e relazionali. Sono massicciamente proposti il ricorso a sostanze eccitanti o stupefacenti, l’escalation dei consumi, il sensazionalismo dell’informazione o dello spettacolo. La cultura dello sballo, la cultura del divertimento - finalizzato all’evacuazione della consapevolezza - tende a colmare il senso di vuoto personale, il diffondersi di varie forme di malessere, dovuto alla mancanza di una reale autostima e alla carenza di relazioni affettive interpersonali soddisfacenti. Aumenta la tendenza a trattare la sofferenza psichica con terapie farmacologiche piuttosto che con percorsi di riflessione, di messa in discussione, di rielaborazione di psicoterapeutica delle esperienze avversive o traumatiche. Mentre cresce l’enfatizzazione di modelli di vita necessariamente vincenti, basati sulla glorificazione del corpo sano, sull’esibizione di comportamenti efficienti e sulla colpevolizzazione della fragilità e della debolezza, i soggetti che provengono da esperienze avversive o traumatiche - subite nell’infanzia o nell’età adulta - si vedono in difficoltà ad essere compresi ed aiutati nella loro condizione di fragilità, caratterizzata da sintomi di ansia, di ripetizione, di agitazione e di evitamento. In una società dove la felicità non è la posta in gioco di un percorso di crescita interiore, ma è un obbligo da raggiungere e da esibire, il trauma è una dimensione dimenticata e disprezzata. Secondo l’Istat oltre sei milioni di donne italiane hanno subito nella vita almeno un episodio di violenza fisica e sessuale e un quarto della popolazione femminile ha subito una forma di abuso sessuale prima dei 18 anni (Istituto degli Innocenti). All’interno delle istituzioni sociali e sanitarie le psicoterapie del trauma sono rarissime. Non a caso gli interventi di aiuto dei bambini con esperienze avversive e traumatiche sono molto spesso evitanti: il compito di riattraversare con la testa e con il cuore i fatti traumatici e i sentimenti associati ai fatti tendono ad essere elusi. La prospettiva di liberare la vittima dall’inevitabile destino di essere inseguita dalla ripetizione del proprio passato traumatico non viene praticata a vantaggio di una logica illusoria, in base a cui occorre mettere una pietra sopra alle sofferenze del passato ed in base a cui il tempo è rimedio di tutti i mali.

Questa linea d’azione si articola in cinque progetti: • centro clinico a tariffa sociale • la comunità “Il Nido di Zorba” per minori vittime di violenza • interventi per il recupero psicologico e psicoterapeutico degli ex detenuti e dei sex offenders • programmi di psicoterapie per minori ed adulti vittime di violenza ed appartenenti a fasce deboli • scuola di psicoterapia

 

LA CURA DEL TRAUMA. PRIMO PROGETTO CENTRO CLINICO A TARIFFA SOCIALE

IL LAVORO SVOLTO

Il Centro Clinico Hansel e Gretel ha accumulato da 18 anni un’esperienza nell’aiuto psicologico ai bambini e alla loro famiglia con un intervento di prevenzione secondaria della sofferenza dei bambini e degli adolescenti: genitori ed educatori si sono rivolti al nostro Centro Clinico mossi da segnali di malessere di soggetti in età evolutiva che manifestavano disagio con atteggiamenti di irrequietezza, chiusura, aggressività, ansia, depressione, sintomi psicosomatici, disadattamento relazionale e scolastico.

IL PROGETTO

Il Centro Clinico mira a fornire una risposta di chiarificazione, sostegno, responsabilizzazione e terapia a tutti coloro che hanno a cuore l’infanzia e a tutti coloro che hanno a cuore la propria infanzia. Abbiamo proposto nel corso del 2010 una tariffa sociale per consentire l’accesso ad un pacchetto di tre colloqui di consultazione alla cifra di 75 euro. Intendiamo trovare le risorse per sviluppare una campagna di promozione del Centro Clinico con un programma di incontri nelle scuole e conferenze sul territorio. Vogliamo mantenere ed estendere la tariffa sociale proposta dal Centro Clinico sia per la consulenza sia per alcuni percorsi terapeutici.

 

LA CURA DEL TRAUMA. SECONDO PROGETTO

LA COMUNITÀ “IL NIDO DI ZORBA” PER MINORI VITTIME DI VIOLENZA

IL LAVORO SVOLTO Gli operatori della comunità, adeguatamente supportati e supervisionati, s’impegnano a sviluppare le competenze emotive e relazionali per affrontare le problematiche e le comunicazioni dei minori ospiti. Il progetto della Comunità educativa “Il nido di Zorba” è stata avviato ad Asti da circa un anno con i primi inserimenti con la finalità di accogliere la soggettività frammentata del bambino maltrattato e abusato nella sua globalità favorendo i processi di integrazione delle diverse parti del Sé che rischiano di andare in frantumi a seguito delle vicende traumatiche vissute. La comunità mira in particolare a garantire un atteggiamento di accoglienza e di ascolto empatico basato sulla comprensione e sull’elaborazione dei vissuti emotivi che i minori ospiti trasportano dalle loro esperienze pregresse. Gli operatori della comunità, adeguatamente supportati e supervisionati, sono chiamati attraverso approfonditi percorsi di formazione e supervisione a sviluppare le competenze emotive e relazionali per affrontare le problematiche e le comunicazioni dei minori ospiti.

IL PROGETTO Il progetto della Comunità sta incontrando difficoltà perché la crisi economica impone ricadute negative sui fondi sociali per la tutela dei minori e sollecita politiche sociali che penalizzano gli inserimenti in comunità dei minori, anche quando questi versano in condizioni gravissime. Intendiamo comunque portare avanti il potenziamento del progetto della Comunità il Nido di Zorba, sviluppando la sinergia tra lavoro educativo e lavoro terapeutico. Stiamo cercando di garantire un lavoro qualititavo integrato di accoglienza educativa e di cura terapeutica con i minori ospiti che provengono da situazioni familiari, segnate da devastanti esperienze traumatiche ed avversive.

 

LA CURA DEL TRAUMA. TERZO PROGETTO

INTERVENTI PER IL RECUPERO PSICOLOGICO E PSICOTERAPEUTICO DEGLI EX-DETENUTI E DEI SEX OFFENDERS

IL LAVORO SVOLTO

Metterli dentro e gettare via la chiave. Punirli con la castrazione chimica o, peggio, con la morte. Non è la soluzione! Perché non sono mostri, anche se hanno fatto cose mostruose. Perché da bambini e adolescenti sono cresciuti spesso nell'umiliazione e nella violenza. Unire la repressione con la cura è la strada più efficace per pensare alle vittime e ridurre il rischio della recidiva. Nella psicoterapia di singoli pazienti sex offenders, nella collaborazione al progetto Logos per i recupero degli ex detenuti, nei progetti di trattamento (Casa circondariale di Teramo, Centro per l’età evolutiva) e nel lavoro di gruppo all’interno del carcere (Casa Circondariale Le vallette, progetto Spiragli) il lavoro di Hansel e Gretel ha tentato di realizzare i seguenti obiettivi: 1. contrastare la rigida negazione dei fatti e della responsabilità e il grave deficit di empatia, che si ritrovano negli autori di reato sessuali contro i minori; 2. prendere contatto con i sex offenders all’interno della struttura carceraria, dove la sofferenza è maggiore e i meccanismi difensivi possono risultare meno rigidi per consentire una presa in carico continuativa, successivamente alla scarcerazione; 3. favorire l’aggregazione il confronto e l’elaborazione in gruppi fuori e dentro il carcere; 4. riattivare la sensibilità degli autori di reato entrando in contatto con la sofferenza dell’infanzia e della vita adulta, sottesa alla commissione del reato.

IL PROGETTO

Vogliamo proseguire la collaborazione all’interno dei progetti Logos (Ufficio Pio S. Paolo) e Spiragli (Gruppo Abele) valorizzando il contributo specifico che possiamo portare all’interno di questi progetti, per avvicinare i detenuti e gli ex detenuti (ed in particolare i sex offenders) alla vita emotiva e all’elaborazione delle difese di evitamento, diniego, dissociazione che li portano a negare il reato compiuto, la responsabilità soggettiva e le conseguenze dannose prodotte sulle loro piccole vittime. All’interno dei suddetti progetti porteremo nella discussione dei gruppi di lavoro l’esigenza di un maggiore collegamento tra il lavoro fuori e quello interno al carcere e la possibilità di avviare gruppi di detenuti o ex detenuti per la valutazione delle motivazioni, per lo sviluppo della autoconsapevolezza e della condivisione dei problemi e per la crescita dell’auto-controllo emotivo attraverso i principi e i metodi dell’intelligenza emotiva. Vogliamo presentare, anche in collaborazione con gli enti con i quali lavoriamo, un progetto nelle carceri piemontesi sul recupero dei sex offenders basato sul risveglio e sull’attivazione della consapevolezza dei detenuti attraverso un lavoro sull’intelligenza emotiva, sulla cura di sé, sul riconoscimento autentico delle emozioni nel contesto carcerario e nella propria storia di vita, sullo sviluppo dell’empatia, utilizzando inoltre il lavoro autobiografico e le tecniche di meditazione.

 

LA CURA DEL TRAUMA. QUARTO PROGETTO

PROGRAMMI DI PSICOTERAPIE PER MINORI VITTIME DI VIOLENZA ED APPARTENENTI A FASCE DEBOLI

IL LAVORO SVOLTO

Da anni la psicoterapia di bambini vittime di violenze e di adulti con traumi infantili alle spalle è una delle specializzazioni che abbiamo maggiormente approfondito Non di rado abbiamo svolto psicoterapie gratuite con soggetti che non erano in grado di pagarsi le sedute o abbiamo praticato tariffe sociali o reperito risorse in via eccezionale da enti benefici. Spesso in effetti l’argomento della indisponibilità di mezzi può accompagnarsi o celare resistenze emotive al riattraversamento dell’esperienza traumatica, ma in molti casi le difficoltà economiche hanno una base oggettiva e finiscono per ostacolare il cammino verso la guarigione attraverso il passaggio obbligato della rielaborazione terapeutica del trauma.

IL PROGETTO

Proponiamo la promozione e il finanziamento di pacchetti di sedute di psicoterapia gratuite o meglio a tariffa sociale per soggetti traumatizzati realmente indigenti. Tali soggetti devono dichiararsi disponibili a consentire la pubblicizzazione di resoconti che consentano di documentare il cammino psicoterapeutico svolto, fatta salva – ovviamente - l’attenta eliminazione o la radicale modifica di tutti i particolari relativi al luogo, al contesto del trauma, alle caratteristiche personali, che possono in qualche modo favorire un riconoscimento dei pazienti. La pubblicizzazione può svolgere una funzione di documentazione e di sollecitazione sugli effetti di cambiamento efficace di un lavoro psicoterapeutico approfondito di rielaborazione del trauma, un lavoro che oggi viene quasi sempre eluso nel pubblico e nel privato.

 

LA CURA DEL TRAUMA. QUINTO PROGETTO SCUOLA DI PSICOTERAPIA

IL LAVORO SVOLTO

Da vent’anni il Centro Studi Hansel e Gretel Onlus ha tentato di affrontare le situazioni di sofferenza più sconvolgente, maggiormente confusive e destrutturanti, vissute dai bambini o dagli adulti situazioni derivanti da esperienze gravemente sfavorevoli o da esperienze di violenza traumatica. Abbiamo imparato dall’esperienza che, se il terapeuta è attrezzato dal punto di vista cognitivo ed emotivo, curare il trauma è possibile. Ed inoltre che la cura del trauma può rappresentare il paradigma della cura di qualsiasi sofferenza del bambino e dell’adulto, applicando i principi dell’accettazione consapevole, dell’intelligenza emotiva, dell’elaborazione del conflitto, dell’avvicinamento alla sofferenza traumatica e della fiducia nella mente umana.

IL PROGETTO

Intendiamo avviare un progetto di scuola di psicoterapia ad orientamento analitico e con approccio tecnico integrato (psicodramma, EMDR, tecniche meditative e sistemiche …) che faccia tesoro dell’esperienza accumulata in oltre 20 anni di attività clinica Centro Studi Hansel e Gretel. Si tratta di formare gli psicoterapeuti alla comprensione e al trattamento del trauma, promuovendo la loro disponibilità a mettersi in discussione e la loro capacità di sintonizzarsi con la realtà mentale e con la realtà storica del paziente. Ciò che si sperimenta efficacemente nei punti più alti della sofferenza può essere utilmente esportato in tutte le altre situazioni. Ciò che si impara nella cura del trauma può servire per sviluppare la sensibilità empatica e la competenza tecnica per trattare le più varie casistiche, affrontate secondo la loro specificità

 

Progetto 2011 - 2013
Seminari 2012
- Consapevolezza ed intelligenza emotiva
- Prendersi cura di sè per prendersi cura degli altri
- La conduzione di gruppo con metodi attivi
Seminari 2012
- Sex offender.
Recupero sociale e psicoterapia
   

Per informazioni potete rivolgervi alla nostra segreteria:

 

Centro Studi Hansel e Gretel Onlus

Corso Roma 8,

10024 Moncalieri (TO

tel 0116405537 

fax 0116828548 

mail  cshg@cshg.it
 

apertura:

da lunedì al venerdì

dalle 9,00 alle 16,00

 

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Corso Roma 8, 10024 Moncalieri (TO)  tel 0116405537  fax
0116828548  e mail  cshg@cshg.it
apertura: da lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 16,00

 

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