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Parte seconda: prendersi
cura di sé per prendersi cura degli altri
C’è un
pregiudizio che pesa sulle emozioni nella nostra cultura
razionalistica ed efficientistica: le emozioni sarebbero soltanto un
fattore di disturbo dei processi di aiuto, educazione,
comunicazione, apprendimento, valutazione. Non si riesce a vedere
che la vita emotiva è una grande ricchezza, che le emozioni prima di
degenerare in fattore negativo, sono intelligenti e contengono una
grande ricchezza di conoscenza. L’intelligenza emotiva può
migliorare il benessere degli individui e dei gruppi. Può inoltre
ottimizzare i processi di acquisizione e di scambio delle
informazioni. Negando le nostre emozioni e la saggezza del bambino
interiore, rischiamo di fondare la nostra identità sul fare, sul
ragionare piuttosto che sul vivere sul sentire, sull’essere.
Rischiamo di sopprimere la delicatezza, la tenerezza, l’empatia, la
creatività, la giocosità, la spontaneità, la consapevolezza del
palpito della vita. Prendersi cura delle emozioni spinge a prendersi
cura di sé in senso globale: prendersi cura del desiderio di
condividere il dolore e nel contempo la gioia, prendersi cura delle
potenzialità della mente e del corpo, prendersi cura dei propri
bisogni e dell’anelito di apertura e compassione che ci spinge verso
gli altri: non si tratta affatto di una prospettiva di ripiegamento
narcisistico, ma al contrario di un percorso per coltivare il
rispetto delle potenzialità vitali, espressive, comunicative e
benevole verso se stessi e verso gli altri. I seminari riprendono le
suggestioni e le acquisizione del convegno svoltosi a Torino nel
settembre 2009 e proseguono il confronto con metodologie quali le
tecniche di ascolto e comunicazione, la meditazione,
l’autobiografia.
Lo
sviluppo della capacità di ascolto degli adulti è la principale
risorsa di prevenzione del disagio e del maltrattamento
all’infanzia. Lo sviluppo della capacità soggettiva di ascolto
connessa al proprio ruolo istituzionale è la principale risorsa di
espansione della professionalità. Nel primo seminario verranno
affrontate in particolare le problematiche legate all’ascolto più
difficile e complesso: l’ascolto del trauma, della sofferenza, anche
legati alla malattia e alla morte. Nel corso del seminario verranno
sperimentate e condivise metodologie e quadri teorici di riferimento
relativi all’ascolto, all’utilizzo delle competenze emotive e
cognitive nell’ambito della relazione educativa e di aiuto. Il
secondo seminario è dedicato alla meditazione, una pratica che punta
a generare fiducia nelle qualità potenziali di comprensione, di
lucidità, di benevolenza verso di sé e verso gli altri, di capacità
di autocontrollo e di raggiungimento della calma. Queste qualità
esistono in ogni soggetto umano e possono essere sviluppate . Il
percorso di meditazione praticato in prima persona può aiutare
l’adulto a recuperare lo spirito dell’infanzia, la preziosità del
bambino interiore, ed è finalizzato a proporre percorsi di
meditazione nella relazione di aiuto. Il terzo seminario introduce
alla cura autobiografica di sé. L’autobiografia è un lavoro di cura
in quanto il narrare di per sé produce un effetto benefico dovuto
alla possibilità di connettere ed integrare parti della propria
storia. Nella formazione degli adulti e nella relazione di aiuto
offre metodi e tecniche per affrontare il disagio e la sofferenza,
abituando al “mettere in parola” e quindi favorendo una maggiore
pensabilità delle vicende penose dell’esistenza. Per il
professionista, infine, la narrazione autobiografica della propria
storia di formazione e di attività professionale può essere uno
stimolo di riflessione critica e di crescita
Parte seconda Primo seminario
L’ASCOLTO DI SÈ NELL’IMPEGNO AD ASCOLTARE GLI ALTRI
Sabato
19 maggio 2012, ore 9,00 – 13,00 / 14,00 – 18,00
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I
principi e le tecniche dell’“ascolto empatico” e dell’“ascolto
attivo”.
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L’ascolto e la dimenticanza di sé dell’adulto nella relazione
con il bambino
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L’ascolto del bambino interiore e dell’infanzia rimossa
all’interno della relazione di aiuto
Parte seconda Secondo seminario
PRENDERSI CURA DELL’INFANZIA E DELLA PROPRIA MENTE: LA MEDITAZIONE
DI CONSAPEVOLEZZA
Sabato
23 giugno 2012, ore 99,00 – 13,00 / 14,00 – 18,00
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Che cos’è la mindsight e cos’è la mindfullness?
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Le
tecniche della meditazione di consapevolezza e le sue
ripercussioni nella mente
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La
psicologia meditativa e la psicoterapia
Parte seconda Terzo seminario
PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA STORIA: RECUPERARE L’INFANZIA CON L’
AUTOBIOGRAFIA
Sabato
15 settembre 2012, ore 9,00 – 13,00 / 14,00 – 18,00
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Autobiografia, infanzia rimossa e cura di sé
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Autobiografia e relazione educativa con i soggetti in età
evolutiva
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Autobiografia e attività di formazione
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