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“Possiamo occuparsi di autori di reato tenendo a mente le vittime”, mi dice Claudio al telefono. “Ovviamente prima di poterli curare, bisogna fermarli i sex offenders. E c’è ancora tanta impunità. Se il vissuto di onnipotenza e di invulnerabilità che accompagna il comportamento criminale degli abusanti e dei pedofili non viene stoppato, se il loro sentimento di invulnerabilità non va ad infrangersi con il muro della legge, non c’è alcuna cura possibile …”

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E quando sono fermati?, chiedo. Il carcere – mi risponde Claudio – è il luogo ottimale per curare i sex offenders. Sono finalmente a contatto con il loro malessere. Possiamo fare loro una proposta di alfabetizzazione emotiva. Se li aiutiamo a superare la negazione dei loro sentimenti di impotenza, di solitudine, di frustrazione e di angoscia, li aiutiamo a superare la negazione del reato. Se li aiutiamo ad acquistare consapevolezza della gravità di quello che hanno commesso riduciamo i rischi della recidiva e favoriamo il loro recupero.”

Domani a Siracusa, il Coordinamento Italiano dei Servizi Contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia (CISMAI) organizza una convegno dal titolo “ABUSI SESSUALI SUI MINORI: connessioni possibili tra riparazione del trauma e cura degli abusanti. Nodi salienti nelle esperienze delle reti territoriali” presso l’U.O.S. Formazione permanente in viale Empoli n.72.

Sarà una giornata davvero piena!! sono stati organizzati da Luigi Raciti, presidente regionale CISMAI di Sicilia e Calabria, nonché psicologo e psicoterapeuta presso l’NPI di Acireale. L’idea, ci racconta Raciti, nasce da un confronto tra psicoterapeuti che si occupano di terapie su minori abusati in ottica CISMAI e altri terapeuti che invece si sperimentano nel percorso terapeutico su abusanti. Confrontando queste esperienze, infatti, si incontrano forti emozioni, specie quelle più spiacevoli. Così grazie al sostegno della dott.ssa Maria Venusino, responsabile UOS Formazione ASP di Siracusa, che aprirà la giornata del 12, è stata possibile la realizzazione di questo interessante convegno.

All’interno di questa giornata sono stati invitati i rappresentanti delle diverse forze dell’ordine: il dott. Giancarlo Garozzo, sindaco di Siracusa, il dott. Salvatore Brugaletta, direttore generale ASP

Siracusa, il dott. Fulvio Giardina, presidente dell’ordine regionale e nazionale degli psicologi, ancora, il dott. Antonio M. Maiorana, presidente del tribunale di Siracusa e la dott.ssa Maria Francesca Pricoco, presidente del tribunale per i minorenni di Catania, invitati come simbolo di un interesse diffuso per questa problematica.

Ci sarà un primo intervento della dott.ssa Maria Luisa Benincasa, psicologa, responsabile del Centro Armonia, ASP di Palermo e componente del direttivo nazionale Cismai, dal titolo “L’esperienza del Centro Armonia della ASP di Palermo nel lavoro con minori e adulti abusanti”, centro che da anni è attivo.

A seguire ci sarà un intervento di Claudio Foti, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel che da anni si occupa di trattamento su abusati e abusanti, vittime e carnefici. La sua relazione in questo caso si concentrerà sul trattamento dei sex offenders secondo il principio dell’intelligenza emotiva, una visione diversa dai classici trattamenti terapeutici e con anni di esperienza nelle maggiori carceri di Torino e dintorni.

La mattinata proseguirà con una Tavola Rotonda gestita dalla dott.ssa Paola Iacono, neuropsichiatra infantile e direttore U.O.C.NPIA dell’ASP di Siracusa, che avrà come tema “La cura delle vittime e il recupero dei sex offenders: un impegno possibile? un impegno coerente?” e che vedrà intervenire molte diverse figure professionali: la dott.ssa Teresa Tingali, picologa presso Casa di Reclusione

di Augusta e di Siracusa, la dott.ssa Felicia Cataldi, assistente sociale presso Casa Circondariale di Siracusa, la quale interverrà riportando un’esperienza personale intitolata “Il lavoro coi sex offenders nel carcere di Siracusa”. E ancora, l’onorevole Sofia Amoddio, avvocato, componente della commissione giustizia della camera dei deputati, il dott. Andrea Migneco, giudice presso il Tribunale di Siracusa, il dott. Roberto Cafiso, psicologo, direttore del dipartimento di salute mentale dell’ASP di Siracusa. Con questo mix esplosivo di professionisti in ogni ambito professionale la giornata è davvero accattivante!!

Nel pomeriggio sarà Raciti stesso a intervenire per mostrare il rinnovato documento di intesa CISMAI sull’abuso sessuale e subito dopo Claudio Foti parlerà dell’impatto emozionale dei maltrattanti sugli operatori.

Credo che sia una cosa molto positiva avere giornate come questa dove viene resa possibile una discussione aperta su temi così delicati, tra professionisti che spesso non hanno modo di confrontarsi, il dialogo tra essi può risultare molto efficace per un buon funzionamento dei servizi e per affrontare al meglio questa problematica.

giovedì 11 giugno con Claudio Foti

Un’altra occasione di presentazione e discussione sul libro di Claudio Foti e sul rapporto tra educazione e intelligenza emotiva

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La conferenza serale di Acireale, la città dove opero come psicologo e psicoterapeuta in NPI, con notevole coinvolgimento nelle reti di intervento sui maltrattamenti all’infanzia, vuole essere una risposta alla grande interesse suscitato dal Cismai e da uno dei più noti associati, Claudio Foti e il Centro Studi Hansel e Gretel, nelle reti locali e anche in una realtà associativa come quella del Kiwanis, molto attento ai diritti dei minori attraverso azioni e princìpi Unicef, e molto vicino al mondo della scuola. E’ proprio nel teatro in una scuola gestita da soci Kiwanis, collocata in pieno centro storico, che – con la preziosa collaborazione di alcuni ex tirocinanti psicologi, in particolare del dottor Salvatore Fichera che presenterà la serata, – vogliamo far incontrare sui temi dell’intelligenza emotiva, operatori del mondo della scuola e i miei colleghi dei servizi locali che si occupano di maltrattamenti dei bambini. Ritengo che la conferenza incontrerà un clima ed una disponibilità molto calda, direi quasi familiari, e certamente persone molto sensibili ed impegnate a tutelare in concreto i bambini dall’abuso sessuale. E’ questa una città che appena qualche anno fa è scesa compattamente in piazza per schierarsi con le vittime di abusi sessuali, contro il suo presunto autore, un religioso locale molto prestigioso.

http://catania.livesicilia.it/2013/08/11/pulvirenti-la-mia-esperienza-dia-coraggio-ad-altre-vittime_254510/

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E’ come il miracolo di S. Gennaro che si rinnova periodicamente con trepidazione,  ansia e sollievo da scansato pericolo. Così si rinnova la capacità del nostro Centro  Studi di sopravvivere a fasi di crisi e difficoltà. Abbiamo saputo reggere ancora una  volta attivando l’impegno volontario. Abbiamo affrontato la crisi economica che ha  avuto una ricaduta sul mercato della formazione e ha messo a dura prova un  Centro di privato sociale come il nostro che non dispone di finanziamenti e di  appoggi istituzionali stabili.

Più recentemente abbiamo dovuto superare la crisi prima psicologica, poi    associativa dovuta alla scomparsa di Claudio Bosetto, pilastro della nostra  Associazione. Oggi ci prepariamo a rilanciare la nostra iniziativa sul piano  culturale, professionale ed organizzativo. Si sono aperti nuovi percorsi e terreni di  crescita ed un nuovo progetto istituzionale è stato definito a maggio dal Centro  Studi Hansel e Gretel

Nuovo presidente è Silvia Deidda (nella foto) , psicologa e formatrice, responsabile  della Commissione organizzativa e del Centro d’Ascolto gratuito gestito dalla  nostra associazione. Silvia porta energie di freschezza e di entusiasmo al nostro  progetto. Unisce competenze sul piano psicologico e comunicativo ad  un’esperienza umana, volontaria e professionale sul terreno dell’ascolto del  bambini e del contrasto all’adultocentrismo.

Ad un Direttivo più ristretto (Claudio Foti, direttore scientifico, Silvia Deidda, Presidente, Nadia Bolognini, responsabile amministrativo) che definisce e centralizza con maggiore tempismo ed efficienza le scelte operative e strategiche dell’Associazione e sviluppa una visione d’insieme delle iniziative si affianca un Consiglio e che definisce le linee culturali e le specifiche proposte di intervento dell’Associazione ed è composto, oltre che dai componenti del Direttivo, da una quindicina di collaboratori.

Tra le priorità che sono state individuate ed affrontate dal Consiglio ci sono le seguenti: la preparazione di un convegno nazionale sull’abuso sessuale, il lancio di tre Master in collaborazione con la Facoltà Pontificia Auxilium di Roma, la presentazione di una vasta e differenziata gamma di progetti formativi e di supervisione per psicologi, assistenti sociali, educatori ed insegnanti, la prosecuzione dell’impegno terapeutico per i soggetti traumatizzati, (ed in specifico del progetto “Alle radici” , che ha offerto terapie gratuite per fasce deboli), lo sviluppo di progetti di cura e di recupero aiuto degli autori di reato e dei genitori violenti, il rilancio di un progetto editoriale, la riattivazione del sito e di Facebook come strumenti di informazione e di comunicazione sociale.

 

Rileggendo l’articolo del Fatto Quotidiano, commentato da Claudio Foti sul sito, mi sono chiesto lungamente per quale  motivo la lettura di questo vecchio articolo del fatto quotidiano mi abbia turbato intensamente: non c’è nulla di diverso di tanta produzione pseudo scientifica che mira a rappresentare un mondo ideale dove le cose brutte non succedono (parlo di ” cose brutte” perché già chiamarlo per nome l’abuso rischia di suscitare reazioni di rifiuto), ma se poi succedono possono essere sempre minimizzate o giustificate:  magari  non succedono a fin di male come si potrebbe pensare per cui hanno pieno diritto di esistenza in un quadro giuridico liberale  …

Poi l’altro giorno  nel mio ruolo di assistente sociale mi è capitato di andare in una comunità per una consulenza  e a margine di una lunghissima sfilza di situazioni di bambini in difficoltà mi è stata presentata quella di una bambina di 9 anni che sta dando segnali  importanti, fisici e comportamentali,  di grande tensione e sofferenza.  Insieme  a questo mi segnalano un’inquietante e  compulsiva modalità di raccontare bugie…  ed inoltre un atteggiamento come se avesse un segreto da nascondere …  poi   mi raccontano come se niente fosse  che  in un’occasione lo scorso anno  la bambina aveva raccontato ad insegnanti e compagni di classe  in svariati momenti di avere dovuto fare sesso con il proprio cugino già più che maggiorenne.

Per fortuna che la madre della bambina interpellata aveva rassicurato l’insegnante  che non c’era nulla di cui preoccuparsi, giustificando l’affermazione della figlia con l’avere assistito al massimo  ad un’effusione tra il cugino con  la propria fidanzata.

Che botta nello stomaco, solo dopo avere riflettuto sulle cose che mi diceva l’educatrice che mi  presentava la situazione, ho realizzato come in realtà l’insegnante non  abbia voluto nemmeno dare lo spazio alla bambina di esprimere ciò che probabilmente le è accaduto e sta accadendo.  Non ha preso in considerazione nemmeno la possibilità che il racconto della bambina fosse da prendere sul serio. D’altra parte anche l’educatrice con cui parlavo escludeva completamente l’ipotesi di un abuso e  si rifugiava dietro alla rassicurante diagnosi “disturbo oppositivo e dell’attenzione”.    Ma non ha chiarito a cosa la bambina tende ad opporsi.  L’educatrice  mi ha anche detto: “Ma davvero credi possibile che la bambina possa aver detto la verità?”

 

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Che cosa centrano queste due storie? Direi che mi sollecitano  l’angoscia che mi da il constatare come due realtà strutturate ideologicamente come quella particolare s

cuola (di cui pure ho grande  stima) e il fatto quotidiano (che della denuncia del marcio ha fatto la propria bandiera) non siano minimamente coscienti della sofferenza dei bambini e connessi con questa sofferenza. E’ duro tollerare che i perversi riescano ad imporre la propria visione contorta e costruiscono il proprio muro di protezione con i mattoni regalati dai tanti che preferiscono negare la sofferenza dei bambini… spesso con quella buona fede di cui sono lastricate la vie dell’inferno.

E allora adesso ho capito perché ho un mal di pancia fortissimo, me lo  tengo e lo frequento perché sento che è l’unico elemento di normalità in tutta questa melma… ci sarà il tempo per elaborare tutta la rabbia che ho dentro di me, una rabbia  dietro all’impotenza che mi da lo sguardo sulla realtà. E il solo averlo condiviso già mi da sollievo e speranza in un mondo molto meno perverso di quello che oggi mi pare di cogliere.

Le emozioni nell’ascolto e l’ascolto delle emozioni è il tema di un convegno che si svolgerà per due giorni a Salerno il 22 e 23 maggio, organizzato dalla Cooperativa Abbraccio Onlus (presso il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano in Via Lucania, 1).

“Se riesci a tradurre in parole ciò che senti, ti appartiene”, scrive Daniel Goleman. Se invece, possiamo aggiungere, non riesci a dare un nome a ciò che senti non puoi utilizzare i tuoi vissuti emotivi, che finiscono per risultare estranei alla tua stessa vita, alla tua stessa mente.

Negli interventi e nella conduzione del Convegno Claudio Foti cercherà di portare il lavoro di questi anni sull’intelligenza emotiva nella relazione di aiuto e nella prevenzione del malessere dei bambini e degli adolescenti.

“Quando la mente abbraccia il cuore” è il titolo del Convegno che riprende il titolo del libro di Claudio Foti, uscito per le Edizioni Gruppo Abele nel 2012. 
Il Convegno nasce dall’esigenza di condividere l’importanza che le emozioni rivestono nelle relazioni, soprattutto in quelle di aiuto, promuovendo l’intelligenza del “cuore”, che consente di affrontare con maggiore sensibilità la cura di sé e degli altri.

L’Intelligenza Emotiva è un insieme di specifiche capacità, consapevolezza e padronanza di sé, motivazione, empatia e abilità nelle relazioni interpersonali, fondamentali per ogni essere umano, che possono essere educate e sviluppate diventando così competenze emotive e sociali.

Sempre Goleman afferma: “A tutti gli effetti abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.”

L’evento si presenta come una occasione di confronto sulle buone prassi e per acquisire la consapevolezza della forza trasformativa delle emozioni che producono una nuova energia e capacità di comunicare. 
 E’ un invito a fermarsi a riflettere sulle proprie risorse e competenze, dando a tutti i partecipanti l’occasione di vivere un’esperienza di ascolto della propria soggettività.

 

 

Si svolgerà mercoledì 20 a Savona una giornata con Claudio Foti dedicata ad un training molto particolare: l’allenamento all’intelligenza emotiva con i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze. La giornata è organizzata dall’Azienda Sanitaria Locale n. 2 del Savonese è suddivisa in due momenti . Il mattino è dedicato agli operatori ad un anno dalla conclusione di un Corso di formazione molto approfondito che per mesi li ha coinvolti sul tema del maltrattamento e dell’abuso sui minori.

Si è trattato di un corso molto approfondito che ha impegnato tutte le strutture della provincia savonese dell’area sanitaria, sociale con la partecipazione delle forze dell’ordine sui temi della prevenzione e del contrasto alla violenza sui minori.   Ora si tratta di fare il punto vedere che cosa è successo nell’operatività, nella mente e nel cuore degli assistenti sociali, degli educatori, degli psicologi, del personale sanitario e delle forze dell’ordine che sono stati coinvolti nel percorso di formazione dell’anno scorso.

L’intelligenza emotiva può essere al centro di un allenamento. Il formatore può essere egli stesso un coach e diventare l’allenatore degli allenatori. Insegnanti, assistenti sociali, psicologi, educatori – e soprattutto, come dice Goleman, i genitori – possono diventare, ciascuno in un campo specifico, dei coach per sviluppare le risorse emotive dei soggetti in età evolutiva, cioè la capacità di utilizzare le emozioni per affrontare e gestire la sofferenza, per comunicare in modo più efficace, per motivarsi ad obiettivi di realizzazione personale e di apprendimento, per migliorare l’empatia e le capacità sociali.

Certamente la struttura di personalità, le modalità relazionali che si sono succedute nell’infanzia sin dai primi anni di vita, la qualità dell’attaccamento incidono sulle competenze emotive delle persone e degli operatori. Ma non è vero che o si nasce empatici o non c’è più speranza! Si può sempre far qualcosa, con la formazione, con il confronto di gruppo, con la supervisione, per migliorare e rendere più adeguate ed efficaci queste competenze.

Al pomeriggio l’incontro è aperto alla cittadinanza: dalle ore 14, 30 alle 16, 30 l’incontro è dedicato agli insegnanti. Il tema è “LE EMOZIONI A SCUOLA: ASCOLTARE E ACCOGLIERE LA SOFFERENZA”. Dalle ore 17 alle 19 lo spazio è dedicato ai genitori. Il tema: “LA “MANUTENZIONE” DEGLI ADULTI PER UNA SANA CRESCITA DEI FIGLI”.

La giornata si svolgerà a Savona presso Nuovo Filmstudio Officine Solimano, piazza Rebagliati,

 

 

 

 

Il titolo del Convegno è accattivante. “Aiutami a crescere!! Risorse personali, risorse relazionali e percorsi terapeutici per il trauma infantile”! Mi è venuta voglia di parteciparvi leggendo la brochure ed analizzando i contenuti.

 Un altro titolo molto stimolante è quello della relazione di Claudio Foti: “Come sopravvivere al trauma aiutando se stessi e gli altri”. Claudio Foti, direttore scientifico del Centro Studi Hansel e Gretel Onlus porterà la sua esperienza in quanto psicoterapeuta che ha lavorato nel campo del trauma e della cura del sé degli operatori con la metodologia dell’intelligenza emotiva! Un’esperienza che voglio ascoltare.

 Il Convegno si svolgerà a Varese presso Sala Giuseppe Montanari in via Bersaglieri n. 1 venerdì 15 maggio.   La relazione di apertura sarà svolta da Susan Hart, esperta in terapia familiare e psichiatria infantile, che ha contribuito a delineare la teoria neuroaffettiva dello sviluppo, integrando le neuroscienze con la psicologia dello sviluppo e che tratterà il tema “Perché amore e nutrimento non sempre bastano”. Come apertura della giornata promette bene!

Al Convegno presenzierà anche Gustavo Pietropolli Charmet, noto per i suoi studi clinici di rilievo internazionale sull’adolescenza, il quale, oltre ad essere il direttore clinico del progetto TEEN e responsabile del Consultorio Adolescenti Minotauro di Milano è il presidente dell’Associazione CAF Onlus, organizzatrice del convegno stesso.

Il tema del maltrattamento all’infanzia è un tema delicato e arduo che mi coinvolge. Quando un bambino viene gravemente trascurato, maltrattato, abusato subisce danni psicologici e fisici e corre gravi rischi rispetto alla propria crescita e al proprio benessere futuro; per questo è necessario un intervento che lo metta in protezione e permetta una cura rispetto al trauma subito a causa dei comportamenti di chi si è preso cura di lui in modo così inadeguato e pericoloso.

Il Convegno è stato organizzato dall’Associazione CAF (Centro di Aiuto al bambino maltrattato e alla Famiglia in crisi) che da 35 anni si occupa del tema dell’accoglienza e della cura dei minori che subiscono maltrattamenti e delle loro famiglie e che gestisce numerose comunità per bambini ed adolescenti a Milano e a Varese.

L’iniziativa “aiutami a crescere” nasce dunque dall’esigenza di una riflessione aperta su questi temi, partendo dall’esperienza decennale di Associazione CAF ma favorendo un dibattito di respiro internazionale per fare il punto dello stato dell’arte degli studi, delle riflessioni e delle buone pratiche relativi all’accoglienza e alla cura dei bambini vittime di maltrattamento.

L’integrazione tra psicologia e neuroscienze, tra pedagogia, teoria dell’attaccamento, approccio sistemico-relazionale e psicotraumatologia permette oggi di fornire risposte diverse e complesse ai bambini che hanno subito esperienze sfavorevoli infantili e traumi, per aiutarli nel recupero di una dimensione di crescita sana.

Credo che siano numerosi i motivi per partecipare a questo convegno. Penso sia utile un’ottica interdisciplinare per fare fronte al problema dell’abuso e del maltrattamento; un problema molto diffuso, poco affrontato, mai abbastanza spesso analizzato con l’integrazione di diversi ambiti disciplinari…  Chi è interessato può contattare la segreteria organizzativa:

Dott. Fabrizio Freddi, Tel. n. 02-4581673 – e-mail: ffreddi@sacrafamiglia.org

TORINO, SALA CONGRESSI ATC

C.so Dante 14, Torino

venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2015

Seminario conclusivo dell’anno 2014 del progetto “Oltre la colpa” realizzato nelle carceri di Torino e Saluzzo.

Con il contributo della Compagnia di San Paolo

INGRESSO GRATUITO

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA – INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI VIA MAIL O TELEFONO: SEGRETERIA CENTRO HANSEL E GRETEL  info@cshg.it  – 011 640 55 37

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Spesso quelli che chiamiamo “cattivi” sono veramente cattivi. Violenti, perversi, socialmente pericolosi. Possiamo percepire con una valutazione adeguata la nocività e la negatività dei loro comportamenti. È indubbio che i “cattivi” (per esempio i sex offenders o i genitori violenti) possono mettere in atto comportamenti distruttivi producendo un danno evolutivo incalcolabile nelle vittime: pensiamo agli esiti del maltrattamento e degli abusi sul bambino, tanto più precoci, duraturi e coinvolgenti essi risultano.

Occorre fermare la loro onnipotenza e il loro senso di invulnerabilità: molte vite umane rischiano di diventare vittima delle loro azioni ed esserne rovinate per sempre. Non bisogna mai dimenticare le vittime quando si affronta il problema dei “cattivi”.

Ma non è interesse delle vittime né della comunità assumere atteggiamenti distruttivi e simmetrici nei confronti degli autori di violenza. In quanto essere umani è sempre utile, dopo averli contrastati e fermati, cercare di recuperarli e di curarli per quanto è possibile.

Non si può dimenticare che la distinzione/contrapposizione fra buoni e cattivi affonda le sue origini nei processi mentali più arcaici ed emotivi dell’essere umano. Spesso questa distinzione/contrapposizione può essere influenzata da un bisogno di stabilire in maniera rassicurante e difensiva la frontiera tra il bene e il male a nostro uso e consumo usando i meccanismi psichici della scissione e della proiezione: ci collochiamo nel “fronte” del bene senza assumerci le nostre responsabilità, senza vedere le parti “cattive” che portiamo con noi. Oppure tendiamo a collocare nel “fronte” del male i soggetti che ci disturbano, che ci inquietano e che facciamo fatica a contenere. Così rischiano di diventare “cattive a vita” non solo le persone che si sono rese colpevoli di crimini o di violenze, ma anche chi risulta diverso e fragile rispetto alla comunità sociale, diventano “cattivi” bambini ed adulti sofferenti, soggetti traumatizzati che tendono ad essere stigmatizzati o psichiatrizzati.

In questo seminario ci interrogheremo sul lavoro che abbiamo svolto presso le Carceri di Torino e Saluzzo con detenuti sex offenders, sulla psicoterapia degli autori di reato, sulle strategie di recupero dei detenuti e degli ex detenuti, sulla prevenzione delle carriere di devianza e criminalità che bambini ed adolescenti percorrono sino all’età adulta.

PROGRAMMA

Venerdì 30 gennaio, ore 9,15 -13,00

Saluto di Giovanna Pentenero, assessore all’istruzione, lavoro, formazione professionale della Regione Piemonte

Recuperare i cattivi. Ma noi siamo veramente buoni? Claudio Foti, psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel e Gretel

Recuperare. Cosa vuol dire? E come fare? Ernesto Olivero, presidente Sermig, Torino

I bambini cattivi, Claudio Bosetto, insegnante, equipe scuola-educazione del Centro Studi Hansel e Gretel

L’infanzia dissociata dei “cattivi”, Nadia Bolognini, psicologa, psicoterapeuta, Centro Studi Hansel e Gretel

Interazione con i partecipanti per sviluppare l’intelligenza emotiva e favorire la riflessione

 

Venerdì 30 gennaio, ore 14,00 – 18,00

Cos’è la perversione? Cos’è la “cattiveria”? L’arma efficace dell’intelligenza del cuore, Claudio Foti

Recuperare i “cattivi”: cosa si sta facendo, cosa si può fare?

Tavola rotonda:

Gruppo Abele, Leopoldo Grosso, presidente onorario Gruppo Abele

Provveditorato regionale sulle carceri, Marco Bonfiglioli, dirigente Ufficio Detenuti e Trattamento PRAP Piemonte e Valle d’Aosta

Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, Minervini Domenico, direttore del carcere

Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, Joli Ghibaudi, coordinatrice Progetto Logos

SISPSE, Carlo Rosso, psichiatra, professore a.c. di psicopatologia sessuale Università di Torino, presidente Società Italiana di Sessuologia Clinica e di Psicopatologia Sessuale;

Maura Garombo, psicologo, coordinatore progetti per autori di reati sessuali, segretario scientifico Società Italiana di Sessuologia Clinica e di Psicopatologia Sessuale

CISMAI, Coordinamento Italiano Centri e Servizi contro il Maltrattamento all’Infanzia

Nella giornata di venerdì verranno prodotti dai partecipanti testi sulle emozioni
che verranno elaborati e presentati nella giornata successiva.

Sabato 31 gennaio, ore 9,15 -13,00

Prima fermare, poi recuperare i “cattivi” Tutela dei bambini e recupero dell’adulto, Pietro Forno, procuratore aggiunto a Milano e coordinatore del dipartimento milanese che si occupa dei reati in danno dei soggetti deboli

Elaborazione dei testi dei partecipanti prodotti nella giornata precedente

Come funziona l’alfabetizzazione emotiva tra i detenuti, Laura Ferro, psicologa, psicoterapeuta, equipe del progetto “Oltre la colpa”, Centro Studi Hansel e Gretel Onlus

Portare l’intelligenza emotiva in carcere, Federica Cioffi, psicologa, equipe del progetto “Oltre la colpa”, Centro Studi Hansel e Gretel Onlus

Valutare e recuperare i genitori maltrattanti, Sabrina Ghiberti, psicologa, psicoterapeuta, presidente Centro Studi Hansel e Gretel

Interazione con i partecipanti per sviluppare l’intelligenza emotiva e favorire la riflessione

Conclusioni, Claudio Foti

Centro Studi Hansel e Gretel onlus
Corso Roma 8, 10024 Moncalieri (TO)
tel 011 640 55 37
e mail info@cshg.it

dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,30 alle ore 15,30

la  scuola per genitori diventa …gruppo !

Ci incontreremo per parlare e per pensare insieme ….

alle difficoltà dell’essere genitori …

e per imparare dai nostri errori …

 

GLI INCONTRI SI TERRANNO IL MERCOLEDI’ DALLE 17,30 ALLE 19,30

OGNI DUE SETTIMANE PRESSO CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO, 45 TORINO

PRIMO INCONTRO 07/01/15

SONO PREVISTI INIZIALMENTE N° 5 INCONTRI

IL CONTRIBUTO RICHIESTO E’ DI 75 EURO A PERSONA E DI 100 EURO PER LA COPPIA (MAMMA E PAPA’)

IL GRUPPO PARTIRA’  AL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MINIMO DI PARTECIPANTI

PER INFO CHIAMARE IL CENTRO STUDI

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA

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